LA SPLENDIDA NADIA TOFFA CI HA LASCIATO…E forse ora qualcuno potrebbe pensare che hai perso, ma chi ha vissuto come te, NON PERDE MAI

IL COMMOVENTE SALUTO DELLA REDAZIONE DELLE IENE DEDICATO A NADIA TOFFA

E forse ora qualcuno potrebbe pensare che hai perso, ma chi ha vissuto come te, NON PERDE MAI.
Hai combattuto a testa alta, col sorriso, con dignità e sfoderando tutta la tua forza, fino all’ultimo, fino a oggi. D’altronde nella vita hai lottato sempre.
Hai lottato anche quando sei arrivata da noi, e forse è per questo che ci hai conquistati da subito. È stato un colpo di fulmine con te, Toffa. È stato tanto facile piacersi, inevitabile innamorarsi, ed è proprio per questo che è così difficile lasciarsi.
Il destino, il karma, la sorte, la sfiga ha deciso di colpire proprio te, la NOSTRA Toffa, la più tosta di tutti, mentre qualcuno non credeva alla tua lotta, noi restavamo in silenzio e tu sorridevi.

Sei riuscita a perdonare tutti, anche il fato, e forse anche il mostro contro cui hai combattuto senza sosta… il cancro, che fino a poco tempo fa tutti chiamavano timidamente “Il male incurabile” e che, anche grazie alla tua battaglia, adesso ha un nome proprio.
“Non bisogna vergognarsi di guardarlo in faccia e chiamarlo per nome il bastardo, – dicevi – che magari si spaventa un po’ se lo guardi fisso negli occhi”.

E dato che sei stata in grado di perdonare l’imperdonabile, cara Nadia, non ci resta che sperare con tutto il cuore che tu sia riuscita a perdonare anche noi, che non siamo stati in grado di aiutarti quanto avremmo voluto.
Ed ecco le Iene che piangono la loro dolce guerriera, inermi davanti a tutto il dolore e alla consapevolezza che solo il tuo sorriso, Nadia, potrebbe consolarci, solo la tua energia e la tua forza potrebbero farci tornare a essere quelli di sempre.
Niente per noi sarà più come prima.

ABBIAMO POSTATO UNA SUA FOTO SORRIDENTE E SPENSIERATA, PERCHE’ CI PIACE RICORDARLA COSI’…

CIAO NADIA…

Questa voce è stata pubblicata il 13 agosto 2019, in Uncategorized.

FooDesArt

L’intelligenza artificiale può aiutarci a tenere sotto controllo il nostro regime alimentare e le nostre intolleranze, e anche a ridurre gli sprechi. Grazie a sofisticate tecniche di machine learning e image recognition/understanding, l’Università degli Studi di Milano Bicocca, in collaborazione con la Fondazione Gualtiero Marchesi, ha sviluppato un sistema di riconoscimento dei cibi, basato sull’inquadratura del piatto, che possa monitorare le abitudini alimentari della persona, inviandole eventuali suggerimenti.

Il primo progetto – “Feedin Italy”, validato su immagini di vassoi acquisite in una mensa ospedaliera e in una universitaria – si basa sull’inquadratura delle pietanze tramite telecamera. Il sistema riconosce i cibi e li inserisce in un database legato alla persona, stimando anche gli eventuali avanzi. All’utente viene inviato un alert in real-time in caso di squilibrio del pasto dal punto di vista nutrizionale.

Costruire un sistema non limitato all’ambito della mensa, ma in grado di riconoscere piatti “generici”, anche sulla base degli ingredienti principali, è l’obiettivo del secondo progetto (“FooDesArt”). Basato sull’analisi diretta dell’immagine o su un database di ricette che l’Università sta raccogliendo e che verrà messo a disposizione come risorsa open access, potrebbe essere utile anche in caso di intolleranze alimentari.

In caso di mancato riconoscimento, l’utente potrà integrare il database di riferimento. L’obiettivo è aggiornare continuamente la base di dati, perché sia sempre più fruibile dall’utenza. Allo stato attuale, l’accuratezza del sistema è di circa 80%. Ma l’obiettivo del team di ricerca della Bicocca è ben più ambizioso: ottenere performance comparabili alle capacità umane.

Questa voce è stata pubblicata il 6 agosto 2019, in Uncategorized.

Feminin Pluriel Italia#inpiedipertutte

Il club italiano dell’associazione internazionale no profit – tutta al femminile – organizza l’11 ottobre 2019

a Palazzo Parigi una cena di gala per raccogliere fondi a favore degli oltre 2.100 bambini
rimasti orfani per omicidio di genere. Il ricavato andrà all’associazione Edela
e al progetto Centri Milano Donna (CMD) del Comune di Milano

Una serata di beneficenza a favore di nuovi progetti di sensibilizzazione a sostegno degli orfani di femminicidio e delle donne. È questa la concreta azione voluta dal board dell’associazione Feminin Pluriel Italia (FPI) attraverso la cena di gala #inpiedipertutte, in agenda a Palazzo Parigi il prossimo 11 ottobre e patrocinata dal Comune di Milano – presente con la sua delegata alle Pari Opportunità di Genere Daria Colombo a fianco a Roberto Tasca, Assessore al bilancio. Madrina dell’evento Barbara De Rossi, attrice e conduttrice televisiva fortemente impegnata nella lotta conto la violenza sulle donne, alla quale sarà omaggiato un premio durante la serata.

Il club italiano dell’associazione, fondato dall’Avv. Diana Palomba attuale presidente, ha il fine primario di creare un network internazionale tutto “al femminile”, promuovendo al contempo attività finalizzate all’educazione, formazione e protezione di donne e bambini. In seno alla vision generale FPI, l’evento charity #inpiedipertutte chiama quindi all’appello non solo il capoluogo lombardo, ma tutto il Paese su un tema poco noto all’attenzione pubblica: le pesanti e differenti problematiche che devono affrontare i bambini orfani di femminicidio, spesso lasciati al proprio destino senza nessun supporto a livello di politiche e istituzioni. Saranno loro i 2.100 “piccoli” a beneficiare dei proventi dell’iniziativa, un numero che dà una attuale e concreta misura dell’emergenza considerando che, solo l’anno scorso, erano poco più di 1.600. Gli anni successivi al trauma di una violenza di genere sono un tempo che li vede spesso soli, senza madre e con il padre sovente in carcere, in una gestione educazionale, psicologica ed economica unicamente o carico dei parenti rimasti o dei servizi sociali.

Durante la serata di beneficienza (per prenotarsi scrivere a segreteria o chiamare lo 06. 86976342) l’associazione presenterà i progetti al centro dell’evento, arricchiti dagliinterventi di Sarah Varetto – già direttrice di SkyTg24 e attuale responsabile dei progetti giornalistici dell’omonima tv satellitare per tutta l’Europa – e Alessandra Kustermann, direttrice della struttura di Ginecologia e Ostetricia del Pronto soccorso del Policlinico di Milano, prima donna primario della clinica Mangiagalli e fondatrice del “Soccorso Violenza Sessuale e Domestica”.

L’evento – che avrà come main sponsor FSI “private equity house” indipendente e Miamo, brand di cosmeceutici dedicati alla cura della pelle in ogni fase della vita, come sponsor tecnico – vedrà inoltre l’interludio della pianista e compositrice Roberta Di Mario, musicista dal respiro internazionale, e il sorteggio di premi di valore.

La serata devolverà il ricavato sia all’associazione Edela che, guidata dalla presidente Roberta Beolchi, tutela e sostiene i protagonisti della violenza di genere (orfani e famiglie affidatarie), sia al progetto Centri Milano Donna (CMD) del Comune di Milano, voluti da Sindaco per aumentare l’inclusione delle donne, il loro senso di autoefficacia e una partecipazione attiva alla vita della città. Il sostegno riguarda in particolare le associazioni “Piccolo Principe” e “Telefono donna” responsabili, rispettivamente, dei CMD dei Municipi cittadini 8 e 6.

“Feminin Pluriel – ha detto Diana Palomba – si pone come promotrice di un dialogo costruttivo e concreto, volto al sostegno e alla diffusione del rispetto di genere, partendo dai banchi di scuola, per arrivare alla famiglia e agli ambienti di lavoro. Ogni anno”, ha continuato il presidente dell’associazione, “organizziamo iniziative charity lungo tutta l’Italia: da Napoli a Firenze, la prossima tappa è Milano. Vi aspettiamo l’11 ottobre”.

Feminin Pluriel: in breve

Feminin Pluriel, associazione internazionale femminile nata nel 1992 in Francia da Beatrice Lanson Villat, è oggi presente in più di 18 paesi nel mondo e ha come scopo primario quello di creare un network internazionale di donne per facilitare relazioni e business, ma anche per dare a ognuna di loro la possibilità di condividere esperienze, progetti e di sentirsi ed essere “squadra”. Il Chapter italiano, fondato dall’Avv. Diana Palomba che ne è anche Presidente, è un’Associazione no profit: parte del ricavato delle quote e degli eventi viene infatti destinato ad attività finalizzate all’educazione, formazione e protezione delle donne, dei bambini o a progetti culturali e sociali.

Link a Feminin Pluriel Italia

 

L’associazione Edela

È un’associazione no profit, attualmente guidata dalla presidente Roberta Beolchi, che opera su tutto il territorio nazionale a tutela e sostegno dei protagonisti della violenza di genere: gli orfani e le famiglie affidatarie. Ospita in seno a sé il progetto “Orfani del femminicidio” al quale Femimin Plueriel devolverà il ricavato del proprio evento in programma a Milano l’11 ottobre 2019. Edela ha stimato che siano 1.620 i bambini in Italia che, dal 2000, sono rimasti orfani di femminicidio. Lo specifico progetto ha il fine di supportare queste “vittime di vittime” e di sensibilizzare a una nuova e necessaria educazione le Istituzioni Governative, i dirigenti scolastici, le Federazioni sportive e il Presidente del Consiglio dei Ministri, per contribuire a educare al rispetto umano, alla vita civile e all’uguaglianza di genere, informando altresì giovani e adulti sulle conseguenze delle violenze domestiche.

Link ad Associazione Edela

Questa voce è stata pubblicata il 2 agosto 2019, in Uncategorized.

SANA 2019 A BOLOGNA DAL 6 AL 9 SETTEMBRE

SANA – 31° Salone internazionale del biologico e del naturale, la più importante manifestazione italiana dedicata al meglio della produzione del settore, si svolgerà a Bologna dal 6 al 9 settembre 2019. Un migliaio gli espositori, 6 i padiglioni, 60.000 i metri quadrati di area espositiva messi a disposizione per una manifestazione sempre più internazionale e sostenibile.

Bio vuol dire successo: cresce infatti la domanda di alimenti biologici, aumenta la richiesta di integratori e cosmetici naturali per la cura di sé, come anche di prodotti sostenibili. Un macro-settore in espansione, a livello nazionale e internazionale, che ha in SANA la propria manifestazione di riferimento in Italia.

Organizzato da BolognaFiere, in collaborazione con Assobio e Federbio, con i patrocini del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e il supporto di ITA, Italian trade agency, SANA è molto di più di un evento fieristico: è la destinazione per il business collegato al mondo del biologico, la piattaforma di confronto culturale sui temi a esso collegato, il luogo in cui incontrare operatori provenienti da tutto il mondo.

Evento business oriented, dunque, che si avvale dell’esperienza di BolognaFiere, secondo operatore fieristico nazionale, fra i primi a livello europeo con un forte know-how nell’organizzazione di eventi b2b leader internazionali nei rispettivi settori.

A poco più di un mese dall’apertura, le adesioni sono tali – oggi circa 1.000 le aziende espositrici – da richiedere un padiglione aggiuntivo rispetto a quelli inizialmente previsti, per un totale di 6 (21, 25, 26, 28, 29 e 30) e di 60.000 metri quadrati di esposizione, nei settori:

  • FOOD, che avrà per protagoniste le più importanti aziende del settore alimentazione biologica italiana e internazionale (padiglioni 28, 29 e 30);
  • CARE&BEAUTY, lo spazio dedicato ai produttori di cosmetici biologici e naturali, prodotti per la cura del corpo, integratori alimentari, prodotti/servizi naturali per la cura della persona (padiglioni 25 e 26);
  • GREEN LIFESTYLE, che proporrà, infine, tecnologie, prodotti e soluzioni ecocompatibili, per uno stile di vita sano e responsabile.

L’offerta espositiva di SANA si completerà con un ricco programma di convegni, workshop e seminari e un importante azione di incoming di delegazioni commerciali estere in arrivo da 30 Paesi; nel 2018 sono stati più di 2.000 gli incontri programmati tra le aziende espositrici e i buyer internazionali.

Confermata, anche nel 2019, la presentazione dell’Osservatorio SANA (a cura di Nomisma): in programma nel pomeriggio di venerdì 6 settembre, il focus di questa edizione è dedicato al posizionamento competitivo del Bio Made in Italy sui mercati esteri, con un approfondimento sui mercati russo e giapponese, grazie alla partecipazione di Giuseppe Russo, direttore dell’Ufficio ITA di Mosca, e di Antonella Marucci, vicedirettore dell’ufficio ITA di Tokyo.

A questo si aggiunge la presentazione dei numeri chiave del settore biologico in Italia e dei risultati dell’indagine sul consumatore italiano, che come ogni anno propone una mappatura dei nuovi trend di consumo sul mercato interno.

Sono 3 i temi su cui vertono i convegni di SANA Academy, il “contenitore culturale” della manifestazione che ogni anno propone occasioni di approfondimento sulla più stringente attualità per il comparto e che nell’ultima edizione ha registrato un +27% di partecipanti.

Nelle giornate di sabato 7 e domenica 8 settembre, si metteranno a confronto intolleranze e allergie alimentari, dedicando un focus specifico alla celiachia, oggi classificata come malattia autoimmune. Oggetto del secondo incontro saranno gli integratori alimentari che contengono botanicals e le loro interazioni con gli alimenti e i farmaci. Il terzo e ultimo approfondimento avrà per protagonista il possibile uso dei sottoprodotti della filiera agro-alimentare nello sviluppo di nuovi prodotti per la salute umana.

L’edizione 2019 di SANA vede riconosciuta e accresciuta la sua centralità per il mondo del biologico dallo svolgimento a Bologna – nelle giornate del 5 e del 6 settembre – dell’iniziativa DALLA RIVOLUZIONE VERDE ALLA RIVOLUZIONE BIO, due giornate di “Stati Generali del bio”, con confronti ad altissimo livello in cui si delineeranno le scelte strategiche per il futuro dell’agricoltura e di ambiti fondamentali come la sostenibilità, il rispetto dell’ambiente e il corretto utilizzo delle risorse.

L’evento, promosso da BolognaFiere in collaborazione con FederBio e AssoBio, andrà a stimolare una riflessione sul ruolo del biologico per l’agricoltura italiana e sulla sua correlazione con fattori essenziali in chiave prospettica come: la biodiversità, la protezione delle acque e il climate change.

Nella prima giornata di lavoro DALLA RIVOLUZIONE VERDE ALLA RIVOLUZIONE BIO andrà a toccare, con un approccio multi-disciplinare, i temi d’interesse fondamentali per lo scenario 2030 dell’agricoltura biologica e, nella seconda giornata, attiverà un momento di dibattito con le principali istituzioni e i più rilevanti attori nazionali e internazionali della filiera.

Lo svolgimento degli “Stati Generali del bio” parallelamente a SANA darà vita a un momento di massima visibilità per il biologico, ribadendo la manifestazione quale accreditata sede in cui, ogni anno, le associazioni e le istituzioni di competenza, gli esperti, gli operatori e le aziende del settore si danno appuntamento per confrontarsi sugli ambiti di maggior importanza per la tutela dell’ambiente e la sua salvaguardia.

Zero plastica nei bar e nelle aree ristorazione di SANA, che si dimostra in questo modo evento ancora più coerente con i temi – come la sostenibilità e il rispetto dell’ambiente – che fanno da fil rouge alla manifestazione, sia sul piano dei contenuti formativi sia a livello di proposta espositiva.

Grazie alla collaborazione e all’impegno di Camst, la plastica monouso sarà sostituita da vetro e materiali compostabili, mentre l’acqua minerale sarà erogata in modalità free-beverage da distributori dedicati.

La proposta enogastronomica avrà a sua volta una declinazione bio, con snack, panini, brioche, pizze, insalate, frutta e bevande, vini inclusi, rigorosamente biologici e in contenitori compostabili.

Nuovi prodotti, packaging rivisitati, restyling di linee esistenti, modifiche negli ingredienti e nelle formulazioni: così la mostra SANA Novitàpresenta a media e operatori di settore le più recenti proposte lanciate sul mercato dalle aziende espositrici.

Allestita al Centro Servizi, SANA Novità – che nel 2018 ha visto oltre 950 referenze in esposizione – è la migliore sintesi dell’offerta di manifestazione: un concentrato di innovazione che dà con immediatezza la misura della ricchezza e della varietà dei prodotti e dei servizi presentati a Bologna.

www.sana.it

Questa voce è stata pubblicata il 2 agosto 2019, in Uncategorized.

Zafferano Leprotto al MoMa di New York

L’iconico brand Zafferano Leprotto sarà in vendita in una limited edition nel “Fattobene Pop Up” al MoMA Design Store di New York scelto insieme ad una serie di altri storici brand italiani.

Da agosto a fine settembre settembre potrà essere acquistato all’interno del “Fattobene Pop Up” nel MoMA Design Store, in un barattolo ad edizione limitata con 4 bustine di zafferano e un libretto con ricette e proprietà nutrizionali del prezioso “oro rosso”.

Un salto oltreoceano per Zafferano Leprotto che fino al 29 settembre potrà essere acquistato all’interno del “Fattobene Pop Up” nel MoMA Design Store, in un barattolo ad edizione limitata con 4 bustine di zafferano e un libretto con ricette e proprietà nutrizionali del prezioso “oro rosso”. Situato nel quartiere di Soho nel cuore di Manhattan, il “Fattobene Pop Up” è uno spazio dedicato alla valorizzazione e alla vendita di prodotti d’eccellenza e iconici del Made in Italy tra cui spicca il colorato e gioioso Zafferano Leprotto.

Emmanuel Plat, Director of Merchandising al Museum of Modern Art, commenta: “La collezione di oggetti nel Fattobene Pop-Up dà vita a prodotti eccellenti di uso quotidiano che sono fatti per essere utilizzati e ammirati per molti anni a venire”. Anna Lagorio, fondatrice di Fattobene commenta: “E’ una grande gioia portare questi pezzi iconici della nostra cultura industriale in uno spazio come il MoMA Design Store. È un tributo al design italiano quotidiano senza tempo e a tutte le aziende che sono in grado di creare prodotti che attraversano la prova del tempo”.

Paolo Daperno, general manager Zafferano Leprotto “Siamo orgogliosi di vedere lo Zafferano Leprotto al MoMA Design Store di New York, è un riconoscimento alla sua qualità superiore, al rispetto della tradizione che si tramanda dal 1963 nel selezionare le migliori partite di zafferano e nel far vivere in modo sempre sorprendente l’iconico Leprotto”

Questa voce è stata pubblicata il 1 agosto 2019, in Uncategorized.

LA LOTTA ALLO SPRECO NON VA IN VACANZA: Le Soste a sostegno dell’anti-spreco insieme con Fipe

L’Associazione Le Soste condivide e promuove il manifesto lanciato da Fipe per una ristorazione sostenibile e un decalogo con consigli pratici per aiutare le famiglie italiane a ridurre gli sprechi L’Associazione Le Soste appoggia il manifesto promosso dalla Fipe – Federazione italiana pubblici esercizi – per una ristorazione sostenibile. Numerose le idee istituite: dall’acquisto di materie prime di qualità al giusto prezzo, alla valorizzazione e formazione del personale e all’incentivo ai clienti a portare via quanto non viene consumato. Lo chef e Presidente dell’Associazione Claudio Sadler commenta così: “Siamo orgogliosi di far parte di Fipe e di sostenere con il nostro impegno le attività dedicate alla lotta allo spreco alimentare. Cucinare in modo sostenibile è fondamentale per tutti i professionisti del settore ma anche per i cittadini che grazie ai consigli potranno ridurre concretamente gli sprechi di cibo”.
Per questo motivo si è voluto tracciare e diffondere un vero e proprio decalogo, rivolto alle famiglie, per sensibilizzare i cittadini ed educarli alla riduzione dello spreco durante tutto l’anno: un insieme di suggerimenti concreti e accessibili, che se applicati contribuiranno a razionalizzare i consumi.
Il decalogo con consigli utili e facilmente applicabili dagli italiani in vacanza e a casa
1. Una spesa ben ponderata Fare la spesa giorno per giorno, valutando bene quantitativi e tempi di deperimento. Soprattutto ora che siete in vacanza può capitare di decidere all’ultimo momento di cenare fuori o a casa di amici. E, nel frigorifero, il cibo acquistato in abbondanza “invecchia” e in buona parte dovrà essere scartato al momento dell’utilizzo. Il problema non si sarebbe posto se la spesa fosse stata fatta in maniera ponderata e giorno per giorno.
2. Tanto o poco? Il giusto Cucinare porzioni ben misurate sull’appetito dei commensali. In vacanza, nonostante i buoni propositi della vigilia, ci si muove meno e, tranne gli sportivi più accaniti, si assumono abitudini più “comode” e tempi più rilassati. Il nostro corpo ha quindi bisogno di meno calorie. Cucinare il “giusto”, quindi, senza eccedere in numero di portate e in “dimensioni” è importante per un sano equilibrio e per un miglior utilizzo delle risorse: meno cibo, meno calorie, meno spreco.
3. Non si butta via nulla (o quasi) Utilizzare tutte le parti di un prodotto dando spazio alla creatività. Saper usare in modo opportuno ogni parte (o quasi) di un prodotto è segno di attenzione alla sostenibilità, ma soprattutto apre a esperienze nuove e alla scoperta di sapori inaspettati. Non tutti sanno, ad esempio, che i baccelli dei piselli possono diventare una gustosa bevanda o che la buccia della zucca messa in forno è meglio di una chips. Sperimentare, quindi, con prudenza. Per chi non si fida delle proprie abilità, può seguire le indicazioni dello chef Aliberti che del riuso ha fatto la sua filosofia di cucina.
4. Conservare, conservare, conservare Imparare l’arte della conservazione allunga la vita ai cibi. Un buon utilizzo dei diversi scomparti del frigorifero, riponendo i prodotti avendo attenzione alle diverse temperature è un piccolo e facile accorgimento che migliora la conservazione dei cibi. Anche accostare un cibo a un altro può generare effetti inaspettati o indesiderati: le mele, ad esempio, accelerano la maturazione degli altri frutti.
5. Il tempo delle cose Controllare la data di scadenza pensando a quando si utilizzerà il prodotto Pianificare, programmare, stabilire: in vacanza sono verbi che non vorremmo mai ascoltare. Giusto il relax. Ma un minimo di programmazione al tempo giusto aiuta a non sprecare tempo, denaro, cibi. Guardare la data di scadenza dei prodotti richiede poco sforzo, ammettiamolo. E anche pensare se la ricotta la consumeremo a cena o fra una settimana. Una piccola scelta, un grande risparmio.
6. Meno è meglio Scegliere pensando al dopo. Il packaging è senza dubbio un fattore importante per la buona conservazione dei cibi, ma quando è troppo è troppo… Una buona spesa parte anche dal saper scegliere il prodotto protetto da un imballo efficace ma non eccessivo e che sia facilmente riciclabile. Se un imballo è composto da materiali diversi, riciclarlo correttamente (dove lo butto?) diventa una sfida pressoché impossibile da superare.
7. Il giorno dopo è anche meglio È un accorgimento “della nonna”, ma non per questo meno valido anche oggi: il cibo avanzato non si butta. Questa è stata una stupida abitudine che abbiamo acquistato pensando che fosse riprovevole fare, appunto, come facevano le nostre nonne, cioè riutilizzare il giorno dopo. Le polpette o il polpettone, ad esempio, sono spettacolari esempi di un intelligente riutilizzo del cibo del giorno prima. Quel che non si è finito a cena può diventare un perfetto componente del pic nic in spiaggia del girono dopo.
8. In spiaggia (o in montagna) se ne può fare a meno Limitare l’uso di stoviglie, piatti e posate. Anche in spiaggia o sui sentieri di montagna abbiamo diritto alle nostre comodità. Certo. Ma non è necessario riprodurre anche in quei luoghi il medesimo stile di vita. Un pic nic è divertente anche se la tavola non è imbandita come quella di casa. Meno stoviglie, posate e piatti significa spostarsi più facilmente, avere meno oggetti da lavare e quindi consumare meno acqua (risorsa scarsa) e meno detersivi (altamente inquinanti). Anche questo è attenzione anti-spreco. Ovviamente la plastica deve essere bandita.
9. Fuori casa, non sprecate l’occasione Scegliere il ristorante come gesto consapevole. In vacanza si va più spesso al ristorante. È una bella occasione di convivialità, ma soprattutto è una opportunità per conoscere un elemento fondamentale del luogo in cui ci troviamo. La cucina è storia e cultura. Attraverso la cucina si conoscono i prodotti tipici, le abitudini di vita di una città, si scoprono nuovi sapori, si esplorano tradizioni e tipologie umane. Scegliere bene dove andare a mangiare è quindi importante quasi come visitare i monumenti e le attrattive del luogo. È un’occasione di conoscenza da non sprecare.
10. Chiedete e vi sarà dato Non vergognarsi di chiedere il cibo che non si è consumato.
All’estero è una pratica in vigore da sempre, in Italia, invece, facciamo fatica ad adottarla. Ma chiedere al ristoratore di confezionarci in modo adeguato il cibo che abbiamo avanzato, non solo è un nostro diritto ma è anche una sana e giusta abitudine. Ormai sono sempre di più i ristoranti dove questa buona pratica è entrata in uso, ma noi avventori dobbiamo imparare a non vergognarci e a richiederlo quando non ci viene proposto. L’importante è che il contenitore sia adeguato alla conservazione. Molti ristoranti italiani si sono dotati di uno speciale contenitore – Rimpiattino il suo nome – che Fipe ha messo a disposizione dei propri associati. Richiedetelo. Le dichiarazioni a 3 anni dalla legge 166 contro lo spreco alimentare Esattamente a 3 anni dall’entrata in vigore della legge 166 contro lo spreco alimentare, il Presidente Fipe Lino Enrico Stoppani dichiara: “In questo periodo sono stati raggiunti importanti risultati in termini di gestione e recupero delle eccedenze lungo la filiera agroalimentare, grazie ad una semplificazione delle procedure, ma anche per una migliorata sensibilità sul tema, che ha beneficiato dell’eredità di Expo Milano 2015, che proprio all’alimentazione aveva dedicato la manifestazione, con un titolo -Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita – esplicito negli obiettivi. È importante però insistere e continuare a lavorare per valorizzare sempre più i modelli di ristorazione che riducano gli sprechi, attraverso una sostenibilità che sia prima di tutto di sistema”. Segue la dichiarazione dell’On. Maria Chiara Gadda: “La legge “antisprechi” compie tre anni e ha funzionato bene perché fornisce strumenti operativi, procedure semplificate e una fiscalità agevolata. Per questo si è esteso il modello, oltre a cibo e farmaci, anche ad altri prodotti importanti per le famiglie come quelli per l’igiene o la cartoleria, e l’ultima novità è l’aggiunta dei libri”.

Associazione Le Soste Via Duca degli Abruzzi, 7/a 20871 Vimercate (MB) tel. +39 039 6080661 lesoste.it info@lesoste.it

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LA LOTTA ALLO SPRECO NON VA IN VACANZA: i 10 consigli di Franco Aliberti del Tre Cristi Milano

Fipe ha lanciato il suo manifesto per una ristorazione sostenibile e un decalogo scritto con lo chef Franco Aliberti per aiutare le famiglie italiane a cucinare senza sprechi Link alle foto e alle ricette sostenibili da replicare a casa Fipe lancia il Manifesto per una ristorazione sostenibile. Acquistare materie prime di qualità al giusto prezzo, valorizzare e formare il personale, incentivare i clienti a portare via quanto non viene consumato, sono solo alcune delle indicazioni che Fipe invita a seguire per rendere il settore davvero sostenibile e non solo per l’estate. Proprio per questo Fipe si è impegnata nella promozione e nella diffusione anche di un secondo testo, rivolto alle famiglie: un vero e proprio decalogo anti-spreco per sensibilizzare i cittadini ed educarli al riuso in cucina. Un breviario formativo-informativo realizzato in collaborazione con lo chef Franco Aliberti, che ha fatto della circolarità e dell’utilizzo di materie prime povere la sua filosofia.

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Il decalogo con i consigli anti-spreco dello chef Franco Aliberti
1. L’acqua di cottura dei legumi non salata, una volta raffreddata, può essere montata e trasformata in squisite meringhe.
2. I gambi dei broccoli, se cotti, possono essere utilizzati come un carpaccio o come parte croccante di una pietanza.
3. I baccelli delle fave o dei piselli possono essere estratti e il succo ricavato inserito all’interno di una bevanda, oppure possono essere utilizzati in modo divertente, per preparare delle paste colorate, pastellate e poi fritte.
4. Le bucce di alcune varietà di zucca sono buonissime se cotte al forno.
5. Le parti verdi del porro, le bucce delle patate e la parte esterna della cipolla possono essere tostate in forno e utilizzate poi per aromatizzare i brodi.
6. La frutta troppo matura può essere utilizzata per preparare un aceto.
7. La buccia dell’anguria e la sua parte bianca possono essere marinate e utilizzate come un cetriolo, oppure rese marmellata.
8. Se non si consuma in tempo la frutta, questa può essere congelata e trasformata in granita o in sorbetto, oppure è possibile produrre del ghiaccio al gusto frutta.
9. Le bucce dei pomodori sono gustosissime se fritte o ridotte in polvere, per dare ancora più gusto ai vostri piatti.
10.Se avete erbe aromatiche in abbondanza, potete essiccarle prima che appassiscano, per conservarle poi in barattoli di vetro e utilizzarle all’occorrenza.

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Le dichiarazioni a 3 anni dalla legge 166 contro lo spreco alimentare Esattamente a 3 anni dall’entrata in vigore della legge 166 contro lo spreco alimentare, “In questo periodo sono stati raggiunti importanti risultati in termini di gestione e recupero delle eccedenze lungo la filiera agroalimentare, grazie ad una semplificazione delle procedure, ma anche per una migliorata sensibilità sul tema, che ha beneficiato dell’eredità di Expo Milano 2015”. – dichiara Lino Enrico Stoppani, Presidente Fipe. “È importante però insistere e continuare a lavorare per valorizzare sempre più i modelli di ristorazione che riducano gli sprechi, attraverso una sostenibilità che sia prima di tutto di sistema”.

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“La legge “antisprechi” compie tre anni e ha funzionato bene perché fornisce strumenti operativi, procedure semplificate e una fiscalità agevolata. Per questo si è esteso il modello, oltre a cibo e farmaci, anche ad altri prodotti importanti per le famiglie come quelli per l’igiene o la cartoleria, e l’ultima novità è l’aggiunta dei libri – dichiara l’On. Maria Chiara Gadda. “La mia cucina è attenta alla sostenibilità ambientale. Le materie prime utilizzate vengono presentate in diverse consistenze, sfruttando tutte le parti commestibili di frutta e verdura, nonché gli ingredienti più poveri e meno nobili. Il risultato è un gioco di apparenze visive e gustative che inganna i sensi: non sempre quello che si osserva è simile al gusto che il nostro cervello immagina di provare.” – Chef Franco Aliberti. “Siamo orgogliosi di far parte di Fipe e di sostenere con il nostro impegno le attività dedicate alla lotta allo spreco alimentare – dichiara lo chef Claudio Sadler, Presidente dell’Associazione Le Soste – Cucinare in modo sostenibile è fondamentale per tutti i professionisti del settore ma anche per i cittadini che grazie a questi dieci consigli potranno ridurre concretamente gli sprechi di cibo”. La cucina del ristorante Tre Cristi Milano: La parola chiave è cucina attenta all’ambiente ed ecosostenibile: ogni piatto esalta le singole materie prime, presentate in diverse consistenze e utilizzando tutte le parti commestibili di frutta e verdura. Una innata curiosità e voglia di sperimentare: Franco Aliberti si avvale delle più moderne tecniche di cottura ma predilige un ritorno all’uso di cucina ancestrale, materica, come quella della griglia, che diviene garanzia di una cucina personale e decisamente creativa. “Sotto i riflettori il singolo ingrediente, bilanciato al massimo da altri due di supporto, perché amo colpire con la semplicità più che con la complessità, reinterpretando anche un semplice broccolo con una vena giocosa, senza perdere di vista la sostanza del piatto” racconta Franco Aliberti.

Per informazioni e prenotazioni presso il ristorante Via Galileo Galilei 5, angolo via Marco Polo 20124 Milano tel. 02 29062923
info@trecristimilano.com trecristimilano.com

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