LA NATURA SI FA GOLOSA: NASCE IL RISTORANTE FIRMATO VIRIDEA

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Risultati immagini per LA NATURA SI FA GOLOSA: NASCE IL RISTORANTE FIRMATO VIRIDEALa catena italiana di Garden Center, amplia la sua formula di accoglienza con l’inaugurazione di Erba Matta – giardino con cucina: un nuovo ristorante e bistrot all’interno dello storico punto vendita di Cusago, il primo centro aperto in provincia di Milano nel 1997.

Il nome sottolinea la vocazione dedicata alla natura di Viridea e unisce una connotazione di semplicità – l’erba matta è infatti una pianta molto comune – a quella di stravaganza, rispecchiata negli arredi e nello spirito anticonformista che anima il locale.

L’apertura di questo ristorante completa la proposta di Viridea e rafforza la mission dell’azienda, che da sempre intende offrire un luogo di svago e relax a due passi dalla città a tutti gli amanti della natura. Erba Matta offre ai visitatori il servizio che mancava: un ristorante e caffetteria dall’animo green, rilassante e accogliente in ogni momento della giornata, dove le famiglie sono benvenute e la genuinità delle materie prime incontra fantasia e creatività.

La progettazione del format è stata curata dal Gruppo Ethos – F&B Consulting, dipartimento dell’omonima azienda ristorativa lombarda che si occupa di fornire servizi e consulenze per attività ristorative.

Il format: ristorante e bistrot Il ristorante/pizzeria Erba Matta proporrà una cucina contemporanea, con ricette semplici spesso toccate da un lieve guizzo estroso. Il filo conduttore del menù à la carte sarà il richiamo alla territorialità e al mondo botanico, attraverso l’uso di piante aromatiche e varietà ortofrutticole inusuali. Tra gli ingredienti saranno privilegiati i prodotti biologici, una scelta volta a offrire prodotti buoni per i clienti e per l’ambiente. Saranno proposti molti piatti vegetariani, ma tra i secondi primeggerà la carne. Erba Matta è anche un bistrot/caffetteria/gelateria: la caffetteria offrirà colazioni dolci e salate, pranzi veloci a base di panini e piadine, merende con gelato artigianale, tè e torte fatte in casa. Dopo le 18 si passerà all’aperitivo, servito al tavolo con un tagliere di stuzzicherie.

La location Il ristorante sorge in una parte dell’immobile del Viridea Garden Center di Cusago, a cui è collegato da un accesso interno. L’entrata principale, affacciata direttamente sul piazzale del parcheggio, si raggiunge tramite un pontile sospeso sul laghetto che circonda il locale e contribuisce a rendere la location molto suggestiva. Una terrazza, al cui centro campeggia un braciere a legna, si affaccia sullo specchio d’acqua. Nel retro del ristorante si apre un ampio cortile incorniciato da un giardino aromatico. Attorno all’edificio è facile imbattersi in pavoni e galli, che circolano liberamente. Il progetto richiama, nell’impianto architettonico, la struttura a forma di serra tipica dei Viridea Garden Center, con ampie vetrate e soffitto in legno a vista. Gli interni sono stati disegnati dallo Studio Novo di Casatenovo e si caratterizzano per il mood fresco, ispirato alla natura. I toni sono quelli del legno e variazioni di verde, scompigliati qua e là dai muschi colorati e dai decori delle pareti.

Famiglie al primo posto Il ristorante mette a disposizione delle famiglie uno spazio giochi attrezzato, seggioloni, fasciatoio e lavandino per bambini, ed è previsto un menù speciale riservato ai più piccoli. Da settembre prenderà il via inoltre un fitto calendario di appuntamenti dedicati ai bambini, con laboratori di cucina e orticoltura.

Tutela delle intolleranze alimentari Particolare attenzione sarà riservata alle persone con intolleranze alimentari, al ristorante Erba Matta saranno presenti – dalla colazione alla cena – proposte per le principali intolleranze (lievito, lattosio, glutine). Sarà servita anche la pizza senza glutine.

Benvenuti animali Agli animali sarà riservata un’accoglienza speciale: una ciotola d’acqua, uno snack e delle polpettine preparate dalla brigata di cucina.

Tutti i numeri di Erba Matta:

• 2 dehors: una terrazza con braciere a legna affacciata sul laghetto e un cortile con giardino aromatico sul retro

• 250 sedute

• 1 area bimbi permanente

• 2 alberi all’interno delle sale

• 3 impasti biologici per le pizze

• 7/7 giorni di apertura

• 8-24 l’orario di apertura

L’inaugurazione è prevista per domenica 21 luglio. Da lunedì 22 luglio il locale sarà aperto 7 giorni su 7.

Erba Matta – Giardino con Cucina Viale Europa, 11 – 20090 Cusago (MI) http://www.erbamatta.bio http://www.facebook.com/ErbaMattaRistorante instagram.com/erba_matta info@erbamatta.bio

Viridea è il Garden Center italiano dedicato alle piante, alla casa e agli animali: un intero mondo dove riscoprire la magia, le forme, i colori della natura e il piacere della vita all’aria aperta. Tre i settori in cui è specialista: Verde (piante e giardino), Casa & Decor e Animali. Tre macro aree presenti in ogni Garden che offrono al visitatore una ricca e assortita gamma di prodotti delle migliori marche per la cura del proprio giardino, della propria abitazione o del proprio animale da compagnia. Nata nel 1997 dall’esperienza della Rappo Srl, società attiva dal 1983 nel campo del giardinaggio professionale, Viridea è concepita non solo come punto vendita, ma rappresenta una risposta originale all’esigenza di vivere in modo sempre più sano e naturale. Viridea significa infatti un’ampia possibilità di scelta a disposizione del consumatore, ma soprattutto la libertà di muoversi in un luogo pensato per garantire accoglienza e relax in ogni momento. Viridea è presente a Rho, Cusago, Rodano e Arese in provincia di Milano, a San Martino Siccomario e Montebello della Battaglia in provincia di Pavia, a Settimo Torinese e Collegno in provincia di Torino, a Torri di Quartesolo in provincia di Vicenza.

Questa voce è stata pubblicata il 19 luglio 2019, in Uncategorized.

Giovanni Raspini raddoppia a Milano nuova Apertura in via della Spiga

Giovanni Raspini APRE in via della Spiga, 33 e raddoppia la SUA Presenza a Milano. Dopo Il monomarca di corso Monforte, in zona San Babila, il marchio toscano del gioiello ha DECISO di investire ulteriormente nella città della moda, posizionandosi a Una delle vie del lusso per eccellenza. Un’importante Scelta Strategica, compiuta nell’ottica Di Una sempre maggiore Crescita, ma Soprattutto Realizzata con l’Obiettivo di intercettare il Pubblico Internazionale e Una Rinnovata visibilità.

La nuova boutique milanese di Giovanni Raspini si affaccia con dovuta Ampie vetrine sulla via dello shopping. Un negozio Colmo di luce e semplice eleganza, per il Quale Gli architetti del marchio Hanno Messo in atto un Importante restyling del concept originario, pur mantenendo Gli Elementi iconici. Il progetto evidenzia il Dialogo fra Luce e Ombra, bianco e nero, in un equilibrio di forte Impatto contemporaneo. Nuovi e luminosi Banconi "una vetrina" per gioielli e un grande lightbox con le immagini di campagna Danno Vita e Profondità al negozio; Una Migliore Gestione degli Spazi regala al cliente Una Nuova Esperienza percettiva.

Il monomarca di Via della Spiga Sara Dedicato Esclusivamente alle Linee di Gioielli e fascino, MENTRE La Linea di Oggetti per la casa e la tavola (oltre ai gioielli) rimarranno in vendita nel negozio di San Babila. Le Boutique Giovanni Raspini e la città di Milano: un binomio di eccellenza e stile per un marchio Che coniuga da sempre tradizione e ricerca, identità e Forme Contemporanee. Ovvero il lusso Necessario Che nasce dal cuore della Toscana.

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TEMPO presenta la limited edition #Moodoftheday by Olimpia Zagnoli

Dopo il successo delle edizioni “LePerlediPinna” e “L’Oroscopo di Antonio Capitani” in arrivo una nuova collezione di fazzoletti che celebra le emozioni dell’estete con le coloratissime illustrazioni pop e naif di OZ (Olimpia Zagnoli).
A scaffale da giugno a settembre 2019

Le emozioni dell’estate protagoniste dalla nuova Limited Edition Tempo:

#Moodoftheday By Olimpia Zagnoli è la collezione di fazzoletti che racconta otto diversi stati d’animo attraverso l’inimitabile stile in technicolor dell’illustratrice italiana che ha conquistato l’America.
Olimpia Zagnoli, in arte “OZ” è un artista famosa in tutto il mondo per le sue tavole dall’anima onirica, ironica e minimalista. Ha collaborato con diverse testate tra cui il New York Times, il New Yorker e il TIME.
Dopo il successo de “LePerlediPinna” e “L’Oroscopo di Antonio Capitani” è il momento dei pacchetti che descrivono come ti senti, traducendo in un linguaggio
contemporaneo otto “mood” da collezionare e condividere sui social: #love, #ultraconnected, #furious, #emotional, #upsidedown, #holiday, #monday, #homesick.
Coloratissime illustrazioni dal tratto retrò e piene di humor per un’imperdibile limited edition disponibile a scaffale da giugno a settembre, per ridere, piangere e non smettere mai di emozionarsi.

Questa voce è stata pubblicata il 19 luglio 2019, in Uncategorized.

Festival della Mente XVI edizione | Sarzana, 30 agosto – 1 settembre 2019

Il Festival della Mente è il primo festival europeo dedicato alla creatività e alla nascita delle idee promosso dalla Fondazione Carispezia e dal Comune di Sarzana con la direzione di Benedetta Marietti. La XVI edizione si terrà dal 30 agosto al 1 settembre, a Sarzana (www.festivaldellamente.it). 40 gli incontri in programma ai quali si aggiungono 20 eventi ideati appositamente per bambini e ragazzi e 6 workshop didattici nella sezione curata da Francesca Gianfranchi, un vero festival nel festival. Un centinaio di ospiti italiani e internazionali in tre giornate indagheranno i cambiamenti, il fermento creativo e le speranze della società attraverso incontri, letture, spettacoli, laboratori e momenti di approfondimento culturale, rivolgendosi, con un linguaggio chiaro e comprensibile, al pubblico ampio e intergenerazionale che è da sempre la vera anima del festival. Tema del 2019: il futuro. «Il concetto di “futuro” è sempre stato importante e necessario per la mente umana – spiega Benedetta Marietti – ma acquista particolare significato in un’epoca come la nostra, densa di cambiamenti sociali, di trasformazioni tecnologiche e di incognite che gravano sul presente. Con il consueto approccio multidisciplinare, il festival si interroga sugli scenari possibili che ci attendono in campo scientifico e umanistico, senza però dimenticare che per guardare al domani bisogna conoscere il passato. E con la ferma convinzione che per immaginare il futuro che vogliamo è necessario creare e inventare una realtà nuova a partire dall’oggi. Spero che il festival, attraverso le voci competenti e appassionate dei relatori, riesca a trasmettere la convinzione che tutti noi possiamo e dobbiamo diventare “inventori del futuro”». 500 i volontari, di cui la maggior parte studenti che con passione e generosità contribuiscono a creare quel clima unico di festa che si respira nel centro storico di Sarzana durante il festival. Testimonianza del forte legame che la manifestazione ha creato con il territorio e della voglia di molti giovani di mettersi in gioco.

IL PROGRAMMA
Scienziati, umanisti e artisti esploreranno in 40 incontri il tema del futuro, fulcro di questa edizione. Apre il festival la lezione inaugurale di Amalia Ercoli Finzi dal titolo “L’esplorazione spaziale: oggi, domani e…dopodomani”. L’ingegnere aerospaziale, che da oltre venticinque anni si occupa di dinamica del volo spaziale e progettazione di missioni spaziali, ha contribuito infatti alla realizzazione di satelliti e sonde per l’esplorazione planetaria e ricoperto incarichi presso l’Agenzia Spaziale Italiana, l’Agenzia Spaziale Europea e l’International Astronautical Federation. Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica per meriti scientifici, Ercoli Finzi ricorda che, per svelare i segreti di mondi tanto lontani da essere fino ad ora considerati irraggiungibili, servono una tecnologia esasperata, lunghi tempi di progettazione e realizzazione, finanziamenti ingenti, ma soprattutto menti visionarie.
È fondamentale che le scelte future su dove e quando andare siano il frutto di uno sforzo collettivo, che non veda come protagonisti solo i paesi industrialmente avanzati.
IL FUTURO DELLA LETTERATURA, DELLA LINGUA E DELLE ARTI
Masha Gessen, una tra le più brillanti giornaliste della scena internazionale, firma del New Yorker e vincitrice del National Book Award 2017, racconta, in un dialogo con lo scrittore Wlodek Goldkorn, la nuova Russia, nazione che con un sorprendente rovesciamento è passata dall’essere il faro della sinistra internazionale a diventare il modello esemplare, in America e in Europa, del pensiero conservatore. Come riuscire ad avere una storia d’amore durante un conflitto? Come scappare dalle bombe quando ci si ritrova orfani? Come sopportare le torture dei soldati? Il poeta e scrittore palestinese Mazen Maarouf, sul palco con lo scrittore Matteo Nucci, svela come si può fondere la quotidianità domestica con la spietata irrealtà della violenza bellica per tenersi a galla, per resistere nell’unico modo possibile: sognando, scherzando, immaginando il futuro. Dalla Palestina a Israele: la scrittrice israeliana Dorit Rabinyan, in dialogo con lo scrittore Alessandro Zaccuri, riflette sui grandi ostacoli, tra cui il dialogo interreligioso, che si frappongono al raggiungimento della stabilità politica e all’interruzione della guerra fratricida tra Israele e Palestina. È possibile una convivenza pacifica tra popoli in guerra da generazioni? Quali sono le strade attualmente percorribili verso il domani? Oggi la tecnologia è in continuo cambiamento: internet e i social media mutano nel profondo i nostri modi di comunicare e di pensare, con una velocità che la storia non ha mai conosciuto. Cosa significa questo per la lettura? È davvero a rischio estinzione o prenderà forme nuove? Lina Bolzoni, scrittrice e membro dell’Accademia dei Lincei e della British Academy, ricorda che – da Petrarca a Machiavelli, da Tasso a Montaigne – la lettura è un incontro personale, un dialogo con gli autori al di là delle barriere del tempo. Il linguista Andrea Moro dimostra che le regole del linguaggio non sono convenzioni arbitrarie, ma sono legate all’architettura neurobiologica del cervello: non esistono quindi lingue migliori di altre, lingue musicali o lingue stonate, né l’essere umano vede il mondo diverso a seconda della lingua che parla, come se essa fosse un filtro per i sensi e i ragionamenti. La poesia è il futuro della parola, perché è una parola che guarda sempre al futuro. Intorno a questa affermazione dialogano due tra le voci più riconoscibili dell’attuale letteratura italiana in versi, Antonella Anedda e Alessandro Fo, sollecitati dalle domande dello scrittore Alessandro Zaccuri. La produzione artistica contemporanea si è polarizzata sempre più in un rapporto tra città e periferia. Ma alla luce delle recenti emergenze ambientali e della nuova ubiquità digitale, come si diversificano gli interventi e le pratiche artistiche? La storica dell’arte Ilaria Bonacossa e l’artista Massimo Bartolini indagano le trasformazioni in corso dell’attuale panorama culturale e produttivo. Achille e Odisseo rappresentano, secondo gli antichi, due modelli caratteriali contrapposti: il primo spontaneo e diretto, il secondo ingannevole, prudente, dai pensieri tortuosi. Achille è costantemente gettato nel presente, Odisseo invece non smette mai di pianificare il futuro, osserva lo scrittore Matteo Nucci. Al festival partecipa anche l’Atelier dell’Errore, un laboratorio di Arti visive e performative progettato dall’artista Luca Santiago Mora per i reparti di Neuropsichiatria infantile a Reggio Emilia e a Bergamo, che in questi anni si è rivelato valido complemento all’attività clinica. Mora accompagna sul palco del festival alcuni dei ragazzi che raccontano gli animali del futuro, i prototipi di una zoologia che noi non faremo in tempo a conoscere ma che, inesorabilmente, sono già in viaggio, direzione Terra.
IL FUTURO DELLA SCIENZA
L’Intelligenza Artificiale, anche se già presente nella nostra vita, pone alcune legittime preoccupazioni: l’uso dei dati, le possibili discriminazioni, l’allineamento ai valori umani, la trasparenza, la necessità di capire come l’IA prende decisioni, l’impatto sul mondo del lavoro. Francesca Rossi, global leader dell’Intelligenza Artificiale dell’IBM, sostiene che è nostra responsabilità progettare il futuro che vogliamo, identificando per l’IA linee guida etiche che la indirizzino in direzioni benefiche per gli individui, la società, e l’ambiente. La scienziata Barbara Mazzolai, direttrice del Centro di MicroBioRobotica dell’IIT di Pontedera e nella classifica internazionale delle donne più geniali della robotica, ha inventato il plantoide, primo robot ispirato al mondo delle piante che potrà trovare impiego in numerosi ambiti, dall’esplorazione spaziale al monitoraggio dell’ambiente. A Sarzana racconta perché, per riuscire a immaginare un futuro ecosostenibile, è necessario che biologia e tecnologia procedano insieme nell’indagare i misteri della natura. Ciò che mangiamo influenza la nostra salute: di questo la scienza è certa. Ma quale modello alimentare sia più efficace per restare sani e vivere a lungo è argomento di discussione e spesso di confusione; il chimico Dario Bressanini e la nutrizionista Lucilla Titta dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano mettono in guardia sulle bufale delle mode alimentari, che offrono soluzioni semplici, ma non poggiano su solide basi scientifiche. Il neuropsichiatra e neuroscienziato Edward Bullmore dell’Università di Cambridge spiega il nesso esistente fra infiammazione e depressione, dimostrando come e perché l’infiammazione può rientrare tra le cause della depressione. Quali fattori di rischio conosciuti, come lo stress sociale, possono causare infiammazioni? In quale prospettiva futura si potranno utilizzare nuove medicine antinfiammatorie per il trattamento della depressione? L’idea del male ha origini lontane, si è integrata con la storia dell’uomo sulla Terra, ma oggi, osserva Valter Tucci, direttore del laboratorio di genetica ed epigenetica del comportamento dell’IIT, possediamo gli strumenti per trattare il male come un fenomeno biologico. Possiamo identificare porzioni specifiche di DNA che influenzano le nostre peggiori azioni: conoscere la biologia dei comportamenti è una delle priorità nel futuro della nostra specie. Ora che tutte le vette sono state scalate e i poli esplorati, quali nuovi obiettivi e quali sfide attendono i pionieri del futuro? Risponde a questa domanda la matematica, fisica e glaciologa svedese Monica Kristensen, una delle più note esploratrici polari nordeuropee e prima donna a ricevere la medaglia d’oro della Royal Geographical Society. Oggi esistono misteri da risolvere – come la ricostruzione del tragico destino del grande eroe polare Roald Amundsen, scomparso nel tentativo di ritrovare l’equipaggio del dirigibile Italia – intere aree al di sotto degli oceani ancora da esplorare e lo Spazio da indagare, con la speranza di trovare altre forme di vita: un sogno destinato agli esploratori del futuro. “Alla ricerca dell’immortalità” è il titolo dell’incontro con lo scrittore, fotografo e regista Alberto Giuliani, che accompagna il pubblico in un viaggio nel futuro, alla scoperta della scienza che spera di vincere la morte: dagli astronauti della NASA che simulano la vita su Marte alla ricerca genomica in Cina, dai laboratori di crioconservazione umana e di clonazione ai padri della robotica umanoide. IL FUTURO DELL’AMBIENTE Il riscaldamento climatico, la deforestazione, l’urbanizzazione selvaggia e lo sfruttamento indiscriminato delle risorse, alimentati dai nostri attuali modelli di sviluppo e di consumo, hanno già ridotto la biodiversità di un terzo. Il filosofo della scienza Telmo Pievani lancia una sfida: provare a immaginare come sarebbe la Terra senza la pervasiva presenza dell’uomo, per ritrovare la consapevolezza della nostra fragilità. Fragments of Extinction è un progetto dell’artista interdisciplinare, compositore e ingegnere del suono David Monacchi, che sta conducendo una ricerca sul patrimonio dei suoni delle foreste primarie equatoriali. Raccoglie registrazioni che restituiscono, fissandolo nel tempo, il linguaggio sonoro di un pianeta che rotola verso la sesta estinzione, per accrescere la coscienza ecologica pubblica e sperare di salvare così quanti più ecosistemi possibili. L’incontro è completato dalla proiezione del film di Monacchi Dusk Chorus. Nel corso della sua storia, il clima del nostro pianeta è passato attraverso grandi cambiamenti, alternando glaciazioni globali con epoche molto più calde, pur mantenendo una sostanziale stabilità che ha permesso la presenza della vita da almeno tre miliardi e mezzo di anni. Quali cambiamenti sono avvenuti in passato e come influiscono sull’ambiente naturale e sulla società? E soprattutto, quale tipo di clima ci aspettiamo nel futuro? Sul palco del festival, per proporre soluzioni a questi pressanti interrogativi, sale Antonello Provenzale, direttore dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR. Qualche decina di anni fa il futuro era rappresentato dalla plastica, che ha velocemente sostituito i materiali tradizionali e ha contribuito in maniera decisiva a creare nuovi mercati, rivoluzionando il nostro modo di vivere e di consumare. Oggi, però, siamo tutti preoccupati per i problemi ambientali legati alla sua produzione, al suo utilizzo e al suo smaltimento: le bioplastiche possono rappresentare una soluzione efficace per il nostro futuro? Si confrontano sul tema il chimico Marco Ortenzi e il biologo Marco Parolini. Negli ultimi decenni si osservano tendenze quali l’abbandono di milioni di ettari di aree rurali, problemi di inquinamento e di riscaldamento climatico, scarsa qualità e quantità delle risorse alimentari. È quindi necessaria, spiega il presidente del Comitato scientifico del Programma Mondiale della FAO sul patrimonio agricolo Mauro Agnoletti, una nuova visione che realizzi un equilibrio fra aree urbane e rurali, anche per far fronte alla crescita della popolazione. L’Italia può giocare un ruolo importante proponendo la propria cultura in materia di qualità dei prodotti agroalimentari e del patrimonio paesaggistico e ambientale. IL FUTURO DELLA SOCIETÀ E DELL’INDIVIDUO
Il Festival della Mente indaga le questioni più attuali del presente e del futuro: non poteva mancare una riflessione sugli oltre 70 milioni di rifugiati e sfollati, che spesso si muovono insieme a migranti economici lungo rotte controllate da trafficanti o attraverso zone di conflitto. Povertà, ineguaglianze e cambiamenti climatici rendono la situazione ancora più complessa. Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati dal 2016, risponde agli interrogativi più pressanti: è possibile offrire soluzioni a questi fenomeni in modo concreto, organizzato e rispettoso del diritto internazionale? È possibile parlare di rifugiati senza che il discorso sia strumentalizzato dalla politica? Come rispondere agli esodi forzati di milioni di persone? La solidarietà esiste ancora? Esattamente trent’anni fa cadeva il muro di Berlino e, sulle sue macerie, si è ingenuamente celebrata la “fine della storia”, con il trionfo delle democrazie liberali e del capitalismo, secondo un progresso ritenuto lineare e senza contraddizioni. Ma adesso ci sembra di sporgerci su una nuova frattura della storia, osserva il direttore del Censis Massimiliano Valerii. Quando la storia si rimette in moto riecheggia il clangore delle armi: come saremo in futuro, fra trent’anni? Bertrand Badré, che è stato managing director della World Bank e chief financial officer del World Bank Group, sostiene che la finanza non è un nemico perché di per sé non è né buona né cattiva. È uno strumento, la più potente delle forze meccaniche che quando imbocca la strada sbagliata produce esiti rovinosi ma può avvantaggiare tutti se controllata e gestita con responsabilità. Il sociologo Stefano Laffi spiega come si aiuta una generazione a riscrivere il futuro. Parlare con pessimismo della crisi provoca nei giovani paura, disincanto e cinismo; rifugiarsi nella celebrazione dei fasti antichi, di contro, non serve a nulla sul piano concreto. Che fare? Occorre rompere il ricatto del presente, imparare a immaginare, esercitare il possibile al posto dell’esistente. L’architetto e ingegnere Carlo Ratti – considerato da Wired una delle 50 persone che cambieranno il mondo, copresidente del World Economic Forum Global Future Council su Città e Urbanizzazione e special advisor presso la Commissione Europea su digitale e smart cities – spiega la grande rivoluzione odierna nel campo dell’architettura e del design, che vede affermarsi sempre più un modello progettuale partecipativo e collaborativo con idee sviluppate dal basso, più che imposte dall’alto. L’amore resiste al tempo e vorrebbe non morire mai. Ma l’amore che sa durare non è forse un amore impossibile? Lo psicoanalista Massimo Recalcati si inoltra nel labirinto della vita amorosa e indaga il miracolo dell’amore, il sentimento più misterioso di tutti. Dalle moderne guerre di religione agli attuali rigurgiti fondamentalisti il dialogo tra le fedi si è sempre mostrato irto di difficoltà, ricorda il filosofo della religione Roberto Celada Ballanti. Oggi la multiculturalità impone relazioni tra etnie, visioni del mondo e religioni, determinando confronti – che spesso diventano scontri – e la globalizzazione ridisegna gli assetti planetari: occorre un paradigma dialogico che superi il concetto di tolleranza, inadeguato a fronteggiare le sfide del terzo millennio. L’epistemologa Luigina Mortari sottolinea come, con il venire al mondo, siamo chiamati alla responsabilità ontologica di avere cura della vita. Poiché all’essere umano non è data sovranità sulla sua esperienza ma sempre è dipendente da altro, il prendersi a cuore la vita non può che attualizzarsi nell’avere cura di sé, degli altri e del mondo. LA TRILOGIA Attesissimi, come ogni anno, i tre appuntamenti con lo storico Alessandro Barbero, che chiude ciascuna delle serate del festival con le sue lezioni in Piazza Matteotti. Il ciclo quest’anno è dedicato alle rivolte popolari nel Medioevo, che hanno cambiato il corso della storia. Venerdì si parla dei Jacques, i contadini dell’Île-de-France, che, a metà del 1300, a causa delle continue disfatte che i nobili francesi riportavano nella guerra dei Cent’Anni, si ribellarono al dovere di mantenerli con il loro lavoro. Sabato è la volta dei Ciompi fiorentini, che nel 1378 occuparono le piazze della città per ribadire il loro diritto a essere coinvolti direttamente nel governo della città. Si chiude domenica con la rivolta dei contadini inglesi del 1381, gli ultimi a essere liberati, in Europa, dalla servitù della gleba.
EVENTI SERALI
Non esiste invenzione che non sia anche il frutto delle visioni che altri hanno avuto prima di noi: da Magellano a Mozart, da Gabriel García Márquez a Joseph Conrad, da Albert Einstein a Jimi Hendrix, ogni creazione nuova è il prodotto complesso delle intuizioni che l’hanno preceduta. È possibile trovare una curva che colleghi quei punti e indichi la traiettoria del futuro? Rispondono a questa domanda, in un incontro speciale pensato per il festival, Lorenzo Jovanotti e Paolo Giordano. L’attore Umberto Orsini, che calca le scene da ormai sessant’anni e ha lavorato con Fellini, Visconti, Zeffirelli e Ronconi, pensa sempre al teatro come a un eterno presente, come a un futuro che si costruisce osando. È quanto spiega nel dialogo con lo scrittore Paolo Di Paolo, mentre ripercorre la sua carriera e pensa a come si crea il futuro in scena: nella scelta dei testi, nell’interpretazione, nel dialogo con la platea e nella costruzione del pubblico. In anteprima per il pubblico del Festival della Mente, il regista Raphael Tobia Vogel porta in scena Marjorie Prime, un testo che esplora il rapporto tra memoria e identità, scritto dal drammaturgo Jordan Harrison – finalista al premio Pulitzer 2015 – e prodotto dal Teatro Franco Parenti. Se esistessero tra noi i Prime, ologrammi di persone care venute a mancare, riusciremmo a relazionarci a loro come se fossero l’originale? L’Intelligenza Artificiale può soddisfare i nostri più chiari bisogni e i nostri più intimi desideri ed essere utilizzata per sconfiggere la solitudine o aiutare l’essere umano a conoscersi meglio? Se ne avessimo l’opportunità, come decideremmo di ricostruire il nostro passato e cosa decideremmo di dimenticare? Sul palco gli attori Ivana Monti, Francesco Sferrazza Papa, Elena Lietti e Pietro Micci. La Bandakadabra, estrosa formazione di fiati e percussioni, si cimenta in uno spettacolo comico-teatralmusicale dai toni vagamente surreali e dadaisti, che spazia dalle atmosfere western e dalle colonne sonore di Ennio Morricone ai brani dei Beatles, diventando occasione per riflettere ironicamente sulla tossicità degli smartphone e sulla sfortunata vita amorosa dei musicisti di “insuccesso”. La musica, il teatro e la letteratura vivono del tempo e nel tempo, ma sanno rovesciarne la percezione. Beatrice Venezi, tra i più giovani direttori d’orchestra d’Europa, incontra l’attore Gioele Dix: insieme ai Solisti di Milano Classica, confrontano i loro artisti più amati e provano a immaginare un futuro per il loro mestiere. Due esploratori del suono, il pianista improvvisatore e compositore Cesare Picco e il musicista e dj Alessio Bertallot danno vita, sul palco, a uno speciale viaggio tra i brani iconici della dj culture, affiancata alla forza evocativa del pianoforte, per creare un caleidoscopico nuovo mondo di suoni. L’esplorazione polare è il tema dell’incontro con lo storico Paolo Colombo e il disegnatore Michele Tranquillini, che ripercorrono la storia di Ernest Henry Shackleton e della sua impresa di attraversamento a piedi dell’Antartide. Le parole di Colombo e gli acquerelli disegnati dal vivo di Tranquillini fanno rivivere questa avventura e rispondono a una domanda importante: cosa significa essere eroi?

Biglietti: lezione inaugurale gratuita; eventi diurni e trilogia (incontri n. 6, 24, 40) €4,00; eventi serali, approfonditaMente e didatticaMente €8,00. Informazioni e prevendite (dal 17 luglio): http://www.festivaldellamente.it

Questa voce è stata pubblicata il 17 luglio 2019, in Uncategorized.

CATTELAN ITALIA ed HARRODS: prosegue la storica collaborazione sugellata da un esclusivo nuovo opening

simbolo del lifestyle 100% Made in Italy e punto di riferimento mondiale nel
settore dell’arredo per le zone living e notte, ha inaugurato il 1 luglio da HARRODS, nel

Masterplan “Contemporary & Modern”, uno spazio con due nuove stanze dedicate, dalle

ambientazioni esclusive e scenografiche.

La partnership, attiva già da 15 anni, si rinnova con questa operazione di grande impatto in

termini di immagine e sviluppo commerciale e si inserisce nel più ampio progetto di

ristrutturazione dell’intero department store londinese, in essere già da diversi mesi.

L’obiettivo di CATTELAN ITALIA è quello di proseguire con sempre maggior determinazione ad

investire su un retail partner d’eccellenza e a crescere attraverso una strategia che mette al

primo posto l’internazionalizzazione del business.

Le aziende scelte per questo innovativo living project sono una ristretta selezione delle più

prestigiose a livello internazionale, di cui una decina costituita dai top italian brand, ambassador

del miglior Made in Italy. Ed orgogliosamente, CATTELAN ITALIA non poteva mancare.

Il nuovo spazio di oltre 120 mq, sito al terzo piano, propone un mood essenziale, architettonico

ed autentico che affida alle collezioni il racconto di ogni prezioso dettaglio.

Logo retroilluminati, pareti rivestite in Olmo nero e carte da parati accolgono il raffinato total look

per il living che integra collezioni bestseller come Skorpio, Stratos e Premier con alcune delle

principali novità presentate al Salone del Mobile 2019. Tra queste, Dragon Keramik, design

Paolo Cattelan, nella versione con piano in marmo emperador che fa così il suo debutto nel

mercato UK.

Una proposta dal design cutting-edge, valorizzato dalle calde venature nocciola del materiale.

Oltre ai tavoli, che da 40 anni rappresentano per l’azienda il fulcro dell’esplorazione di stili ed

ispirazioni diverse, protagonisti dello spazio sono anche le sedie, le librerie, le madie, le lampade e

i tappeti per una gamma completa, diversificata e vincente.

Questa voce è stata pubblicata il 17 luglio 2019, in Uncategorized.

Blockchain: nasce TATTOO Wine la prima piattaforma e-commerce del vino per il mercato cinese basata su tecnologia EY OpsChain

La soluzione TATTOO, che unisce tracciabilità, e-commerce e tokenizzazione, conterrà oltre 5.000 etichette, tra cui vini provenienti dall’Italia.

La tecnologia consentirà la promozione e la vendita di vini nuovi e d’annata in Asia e nel mondo, abilitando una token economy per il consumatore

Dopo la Cina, i prossimi mercati includeranno Giappone, Corea del Sud, Thailandia e Singapore

Blockchain Wine Pte. Ltd. ha scelto EY per costruire una soluzione blockchain con la piattaforma EY OpsChain, per promuovere e raccontare la qualità, la provenienza e l’autenticità dei vini italiani e non solo, con particolare attenzione ai mercati in Cina, Giappone, Corea del Sud, Thailandia e Singapore, dove il consumo di vini europei si sta espandendo sempre di più.

La soluzione EY OpsChain, la piattaforma di punta per l’industrializzazione della tecnologia blockchain per le aziende, è stata utilizzata per aiutare a costruire le basi della piattaforma TATTOO Wine, che Blockchain Wine Pte. Ltd. utilizzerà per promuovere e vendere vini in tutto il mondo.

La piattaforma TATTOO Wine è supportata da The House of Roosevelt – una delle più grandi cantine in Asia – che utilizzerà la sua piattaforma per vendere vini di qualità direttamente dai vigneti agli hotel, ristoranti, caffè e clienti, e facilitare così gli scambi consumer to consumer, utilizzando gli smart contract per aumentare l’efficienza e l’economicità dell’intero processo.

TATTOO è sinonimo di Tracciabilità, Autenticità, Trasparenza, Trade, Origine e Opinione. Da settembre 2019 la TATTOO Wine Platform conterrà oltre 5.000 etichette, tra cui vini provenienti oltre che dall’Italia anche da Francia, Spagna, Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa, Sud America e California.

L’e-commerce basato su Blockchain, sviluppato dal team di EY, aiuterà Blockchain Wine Pte. Ltd. a offrire al proprio ecosistema di produttori di vino, nonché distributori, fornitori di logistica e operatori assicurativi, una soluzione blockchain per tracciare l’origine e la qualità dei vini. Consentirà, inoltre, l’uso di token per acquistare e vendere vino, pianificare e tenere traccia delle spedizioni, monitorare lo stoccaggio e la consegna, organizzare e monitorare la copertura assicurativa delle spedizioni.

TATTOO Wine Platform è la prima piattaforma di e-commerce al mondo abilitata da blockchain che unisce la tracciabilità, l’e-commerce e la tokenizzazione. EY OpsChain, una delle piattaforme di blockchain leader a livello mondiale, offre soluzioni nei settori della gestione della supply chain, tracciabilità, transazioni interaziendali, contratti, asset e gestione della finanza pubblica, pianificazione fiscale, con molteplici casi d’uso già in ambito Food and beverage, assistenza sanitaria, servizi finanziari e industrie manifatturiere. Attraverso la tecnologia EY OpsChain le aziende possono semplificare la gestione della supply chain e integrare perfettamente contratti digitali, informazioni condivise di inventario e logistica, prezzi, fatturazione e pagamenti.

Le funzioni di tracciabilità nella blockchain di TATTOO Wine consentono di monitorare ogni lotto di vino e verificare l’autenticità e la gestione del prodotto. Ogni bottiglia di vino sarà "tatuata" con il proprio codice QR univoco e mediante la scansione dello stesso è possibile accedere a informazioni quali i nomi e la localizzazione dei vigneti, i dettagli come le modalità di coltivazione dell’uva e il modo in cui ciascun lotto viene trasportato per la trasformazione in vino e la consegna. Gli strumenti di gestione inclusi nella blockchain consentono ai distributori e ai consumatori di vini di utilizzare i token per ordinare il vino direttamente dalla piattaforma TATTOO, tracciandone la spedizione, il passaggio in dogana e lo stato di magazzino, tutto in tempo reale.

La blockchain sviluppata da EY per la piattaforma TATTOO Wine utilizza i token standard ERC-721 (Ethereum Request-for-Comment) per raccogliere i dati della supply chain, permettendo di verificare in modo completamente digitale alcuni processi come l’automazione degli approvvigionamenti e gli ordini di inventario. Questo permette di valorizzare i controlli di filiera e di monitorare l’intero processo, dalla materia prima alla consegna del prodotto al cliente finale, assicurandone il più alto rispetto degli standard di trasparenza e garanzia di qualità. Il modulo di tracciabilità degli asset di EY OpsChain ha contribuito a tracciare più di 11 milioni di bottiglie di vino per diversi clienti. TATTOO Wine utilizza, inoltre, soluzioni di Customer Experience di SAP con strumenti e funzionalità completamente integrati.

EY è leader mondiale nei servizi professionali di revisione e organizzazione contabile, assistenza fiscale e legale, transaction e consulenza. La nostra conoscenza e la qualità dei nostri servizi contribuiscono a costruire la fiducia nei mercati finanziari e nelle economie di tutto il mondo. I nostri professionisti si distinguono per la loro capacità di lavorare insieme per assistere i nostri stakeholder al raggiungimento dei loro obiettivi. Così facendo, svolgiamo un ruolo fondamentale nel costruire un mondo professionale migliore per le nostre persone, i nostri clienti e la comunità in cui operiamo.

“EY” indica l’organizzazione globale di cui fanno parte le Member Firm di Ernst & Young Global Limited, ciascuna delle quali è un’entità legale autonoma. Ernst & Young Global Limited, una “Private Company Limited by Guarantee” di diritto inglese, non presta servizi ai clienti. Per maggiori informazioni sulla nostra organizzazione visita ey.com

Questa voce è stata pubblicata il 17 luglio 2019, in Uncategorized.

Nuovi condimenti spray Calvè & De Nigris

Calvé, leader in Italia nel mercato del dressing e da sempre sinonimo di qualità, tradizione e innovazione, presenta in collaborazione con De Nigris una nuova categoria di prodotto: una fresca linea di condimenti spray a base di aceto, arricchita con gustosi ingredienti e disponibile in tre varianti.

Il condimento a base di aceto di Mele con Zenzero e Lime oppure con Curcuma e Uva e il condimento a base di aceto Balsamico di Modena IGP con Mirtilli Rossi e Miele.

Una spruzzata di novità che nasce dalla passione di Calvé per la qualità e per la tradizione italiana e che va incontro alle esigenze di un consumatore sempre più attento e consapevole, alla ricerca di uno stile di vita salutare, che non vuole rinunciare al gusto e alla qualità dei prodotti che acquista.

La nuova linea di condimenti ha il pregio di essere salutare, gustosa ed estremamente pratica. La sua bottiglia spray è comoda da portare con sé, il dosaggio è antispreco e permette una diffusione uniforme. L’utilizzo di ingredienti base del condimento “all’italiana” incontra abbinamenti innovativi e freschi, ideali per l’estate.

I nuovi condimenti spray base aceto sono Made in Italy, fatti con ingredienti naturali, e ideali per dare freschezza e sapore ai piatti, favorendo così la riduzione di sale aggiunto.

Sono perfetti per valorizzare piatti completi a base insalata, ma anche per esaltare il gusto di carni bianche, carni rosse, pesce e verdure. Un modo nuovo per aprirsi a nuovi sapori e riscoprire il piacere della buona tavola, grazie a tre fresche varianti

aceto di Mele con Zenzero e Lime

aceto di Mele con Curcuma e Uva

aceto Balsamico di Modena IGP con Mirtilli Rossi e Miele

Questa voce è stata pubblicata il 17 luglio 2019, in Uncategorized.