Nuovo libro di Maria Masella

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Il capitano Alberto Terracini è morto in montagna a causa di un incidente e ha lasciato in eredità un rustico a Ormea a Teresa Maritano, l’ex moglie. I loro rapporti non erano buoni, tutt’altro: Tea rifiuta di approfondire i motivi della decisione del suo ex e di andare al rustico. Ma quando, alcuni giorni dopo, a Genova viene ucciso, con un colpo d’arma da fuoco alla nuca, il capitano Massimo Urso, Max, amico e commilitone di Alberto, si reca a Ormea, al rustico. Prima di essere una barista, Tea era un ottimo ispettore di polizia e ora cerca risposte a domande che neppure sa come porsi; trova tracce che non la convincono. In realtà vorrebbe capire il vero motivo di un’eredità così inaspettata; quel rustico doveva essere lasciato non a lei, ma a Max, perché i due militari erano molto più che amici. Scoprire la verità sul loro rapporto era stata la causa

della fine tumultuosa del suo matrimonio e di un difficile divorzio. Quando Tea si rende conto che le indagini a Genova non hanno fatto neppure un passo avanti, decide di andare a raccontare quello che sa sul legame fra i due capitani e a mostrare le strane tracce trovate a Ormea. E darà inizio a una strana indagine anche sul proprio passato perché dovrà incontrare di nuovo altri uomini che hanno segnato la sua vita.

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Maria Masella è nata a Genova. Ha partecipato varie volte al Mystfest di Cattolica ed è stata premiata in due edizioni (1987 e 1988). Ha pubblicato una raccolta di racconti – Non son chi fui – con Solfanelli e un’altra – Trappole – con la Clessidra. Sempre con la Clessidra è uscito nel 1999 il romanzo poliziesco Per sapere la verità. La Giuria del XXVIII Premio “Gran Giallo Città di Cattolica” (edizione 2001) ha segnalato un suo racconto La parabola dei ciechi, inserito successivamente nell’antologia Liguria in giallo e nero (Fratelli Frilli Editori, 2006). Ha scritto articoli e racconti sulla rivista “Marea”. Per Fratelli Frilli Editori ha pubblicato Morte a domicilio (2002), Il dubbio (2004), La segreta causa (2005), Il cartomante di via Venti (2005), Giorni contati (2006), Mariani. Il caso cuorenero (2006), Io so L’enigma di Mariani (2007), Primo (2008), Ultima chiamata per Mariani (2009), Mariani e il caso irrisolto (2010), Recita per Mariani (2011), Per sapere la verità (2012), Celtique (2012, terzo classificato al Premio Azzeccagarbugli 2013), Mariani allo specchio (2013), Mariani e le mezze verità (2014), Mariani e le porte chiuse (2015), Testimone. Sette indagini per Antonio Mariani (2016), Mariani e il peso della colpa (2016), Mariani e la cagna (2017) Mariani e le parole taciute (2018), Matematiche certezze (2019 scritto a quattro mani con lo scrittore Rocco Ballacchino), Mariani e le giuste scelte (2019), Mariani e le ferite del passato (2020), Nessun ricordo muore (2017), Vittime e delitti (2018) e Le porte della notte (2019) questi ultimi tre con protagonista la coppia Teresa Maritano e Marco Ardini. Per Corbaccio ha pubblicato Belle sceme! (2009). Per Rizzoli, nella collana youfeel, sono usciti Il cliente (2014), La preda (2014) e Il tesoro del melograno (2016). Morte a domicilio e Il dubbio sono stati pubblicati in Germania dalla Goldmann. Nel 2015 le è stato conferito il premio “La Vie en Rose”. 2018, terza classificata alla prima edizione del Premio EWWA. Premio Tigulliana, 2019. Premio alla carriera La Quercia del Myr, 2020.

Questa voce è stata pubblicata il 11 aprile 2021, in Uncategorized.

“MORTE A PORTA VENEZIA”

Una nuova appassionante indagine per la magliaia Delia in una Milano deserta.

Finalmente disponibile il nuovo appassionante giallo di Mauro Biagini edito da Fratelli Frilli Editori

Nel suo ultimo romanzo noir Mauro Biagini dà vita, per la terza volta, ai suoi personaggi preferiti: la magliaia Delia e il commissario Attilio Masini. La fantasia dello scrittore non si è risparmiata nemmeno durante il periodo buio della prima chiusura di tutte le attività commerciali e non solo, anzi! Il silenzio che avvolge il quartiere di Porta Venezia diventa per lui fonte di ispirazione, offrendoci una storia cupa e delittuosa, nel contesto di una città deserta e, di conseguenza, senza testimoni chiave.

All’interno di un monolocale usato come pied-à-terre, al primo piano di uno stabile in via Lazzaro Palazzi, viene infatti ritrovato il cadavere di un uomo impiccato con una pashmina gialla. A prima vista può anche sembrare un suicidio: un caso di impiccamento incompleto, ovvero quello in cui una parte del corpo rimane in contatto con il suolo. Un’ipotesi credibile considerando le difficoltà del momento di fronte a un futuro ricco di incognite. Ma qualcosa non torna. L’autopsia rivela ben presto che si tratta di un delitto e vengono recuperate immagini compromettenti nel cellulare dell’uomo. Si tratta di Mirco Ferretti, direttore creativo di una nota agenzia di pubblicità, del quale era stata denunciata la scomparsa la mattina stessa dalla moglie Bianca, donna dal fascino enigmatico. Il suo sguardo malinconico e la sua bellezza androgina turberanno persino i pensieri dello stesso commissario. In questo romanzo noir Attilio Masini, uomo acuto e solitario, si ritroverà ben presto ad avere a che

fare con diversi aspetti delle debolezze umane: il tradimento, la passione, la depressione, la gelosia, ma anche la vendetta. In tutto questo saranno coinvolti la malavita cinese, complicate relazioni famigliari, giri di prostituzione, e soprattutto fragilità e vuoti interiori mai superati.

In aiuto del commissario, come sempre, l’infallibile fiuto e la grande sensibilità dell’amica e confidente magliaia Delia che riuscirà, sul filo del rasoio, a scoprire una verità inaspettata e drammatica, che renderà giustizia ai morti, ma non senza lasciare un velo di tristezza negli occhi del lettore.

MORTE A PORTA VENEZIA, Fratelli Frilli Editori, è in vendita nelle migliori librerie di tutta Italia e store digitali al prezzo di € 14,90

Mauro Biagini

Mauro Biagini nasce a Genova, città in cui compie la sua formazione scolastica e consegue la laurea in Lettere Moderne. Subito dopo gli studi, si trasferisce a Milano, andando ad abitare nel quartiere di Porta Venezia, dove ambienterà le vicende letterarie della vecchia magliaia Delia. Creativo pubblicitario, è autore di popolari spot televisivi realizzati per importanti brand italiani e internazionali, tra i quali Averna, Mercedes-Benz e Fastweb; insegna Copywriting ed è consulente di Comunicazione per varie aziende.

Per quanto riguarda la carriera di scrittore, Biagini ha pubblicato “Marcantonio detto Toni” (Robin Edizioni, realizzato in coppia con Silvia Colombini), “Soprattutto viole” (goWare), “Il rumeno di Porta Venezia” (Fratelli Frilli Editori) e numerosi racconti inseriti in antologie, tra le quali “44 gatti in noir”, “Tutti i sapori del noir” e “I luoghi del noir” (Fratelli Frilli Editori). Il suo precedente romanzo noir, edito sempre da Fratelli Frilli Editori, è “La Ragazza del Club

Questa voce è stata pubblicata il 1 aprile 2021, in Uncategorized.

In occasione della Milano Design Week 2021 l’Associazione DcomeDesign annuncia l’open call SONO TAZZA DI TE! 100 smashing women designer

Chi Siamo :: Fondazione Cologni dei Mestieri d'Arte

L’associazione DcomeDesign, che dal 2010 promuove la diffusione della creatività femminile, ha indetto una open call rivolte a donne designer, artiere, artiste per la creazione e realizzazione di una tazza che diventi un pezzo unico, un oggetto da collezione.

Le 100 smashing women designer selezionate, esporranno dal 5 al 10 settembre 2021 le loro creazioni nella mostra SONO TAZZA DI TE! a cura di Anty Pansera e Patrizia Sacchi presso il Laboratorio di Ceramica di Marieda di Stefano di Casa Museo Boschi di Stefano a Milano. Il progetto ha il prestigioso patrocinio della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte.

La ricerca nell’ambito della cultura del progetto “al femminile” unita a quella delle “artiere”, maestre nell’uso dei più diversi materiali, ha da sempre accompagnato l’attività dell’associazione DcomeDesign che, per la Milano Design Week 2021, chiama a raccolta tutte le donne progettiste dallo spirito curioso e geniale per ideare una semplice tazza. Un tema all’apparenza banale, ma sarà davvero così facile realizzare una tazza che colpisca l’immaginario collettivo?

Può essere una tazzina, una tazzona, gentile o sfacciata, che racconti chi l’ha progettata. In ceramica, porcellana, plastica, vetro, carta, tessuto, metallo…Tonda, quadrata poligonale, svasata, cilindrica, smussata. Da tè, caffè, cioccolata, brodo… da tutto e da niente.

C’è tempo fino al 10 maggio 2021 per partecipare alla selezione scrivendo a associazione@dcomedesign.org e presentare i materiali richiesti.

Sono state già invitate alcune special guest che proporranno ognuna la sua tazza d’autore. Queste opere, dopo essere state esposte in mostra, verranno donate alla Fondazione Archè che nel 2021 celebra i suoi 30 anni, una realtà che accompagna i bambini e le famiglie vulnerabili nella costruzione dell’autonomia sociale, abitativa e lavorativa offrendo servizi di supporto e cura, grazie a un’intuizione visionaria di Padre Giuseppe Bettoni che ne è fondatore e ispiratore.

Le invitate speciali sono Alessandra Baldereschi, Gabriella Benedini, Annalisa Cocco, Caterina Crepax, Laura Fiaschi (GUMDESIGN), Daniela

Gerini, Silvia Levenson, Chiara Lorenzetti, Antonella Ravagli, Elena Salmistraro, Marta Sansoni, Annarita Serra, Sabrina Sguanci, Angela Simone, a cui si aggiunge un omaggio alla grande ceramista e socia onoraria Muky.

  • SONO TAZZA DI TE! 100 smashing women designer, che ha come logo un cuore simbolo di certezza per il ritorno alle relazioni interpersonali e sociali, vuole essere un appuntamento ciclico, da replicare ogni anno durante il fuorisalone, ma non solo: la volontà è farlo diventare un evento itinerante, in progress dove le tazze vanno e vengono e possono aumentare di numero al pari delle loro progettiste.

https://www.dcomedesign.org

Questa voce è stata pubblicata il 1 aprile 2021, in Uncategorized.

Nuovo libro di Nicola Verde…Mastro Titta e l’accusa del sangue

Roma gennaio 1869: Giambattista Bugatti detta le sue memorie allo scrittore Ernesto Mezzabotta. Roma, inverno 1859. La scomparsa di un neonato, figlio di un ufficiale francese, fa temere un nuovo “caso Mortara”. Il bambino, infatti, nato ebreo, è stato sottoposto a un “battesimo forzato” dalla sua balia. Rapito, dunque, dai gendarmi pontifici e condotto nella casa dei catecumeni perché venga allevato nella fede cristiana? Siamo nel momento più delicato in cui si sta decidendo l’alleanza franco-piemontese contro l’Austria, che c’entri, quindi, la “longa manus” di una delle due potenze, prossime alleate, per screditare lo stato pontificio affinché Napoleone III possa schierarsi senza suscitare le ire e lo sdegno dei cattolici europei? Oppure, si tratta,

più semplicemente, della fuga della giovane nutrice proprio per sottrarre il neonato alle “grinfie” pontificie? Ma quando il bambino e la balia verranno trovati trucidati, omicidi ai quali ne seguiranno altri, a quelle prime ipotesi se ne dovranno aggiungere altre. Gelosia? Oppure si deve dar credito a “l’accusa del sangue”, il mito secondo il quale gli ebrei userebbero il sangue dei bambini cristiani per scopi rituali? O le ragioni di quel “furore assassino”, risiedono altrove? Anche in questo caso Giambattista Bugatti, Mastro Titta, il famoso boia papalino, e i suoi due amici, Amilcare Laudadio, ispettore di polizia di Borgo, e Giuseppe Marocco d’Imola, poeta e tornitore, sono coinvolti per sciogliere il mistero. Il nuovo avvincente romanzo di un autore che sta portando alla ribalta una Roma ottocentesca sconosciuta, buia, sporca, puzzolente e addormentata, ma assolutamente fascinosa, incantevole e seducente.

Nicola Verde è nato a Succivo (CE) il primo marzo 1951, è sposato e ha un figlio; vive a Roma. Vincitore di alcuni prestigiosi premi dedicati al giallo, alla fantascienza e al fantastico, è presente in numerosissime antologie (Giallo Mondadori, Hobby & Work, Del Vecchio, Perdisa, Dario Flaccovio, Robin, Fratelli Frilli, Delos ecc.). Ha pubblicato i seguenti romanzi: Sa morte secada, (Dario Flaccovio ed. 2004; Delos

Digital 2015; Fratelli Frilli Editori ed. 2020), prefazione di Luigi Bernardi, semifinalista al premio Scerbanenco; Un’altra verità, (Dario Flaccovio ed. 2007), prefazione di Marcello Fois, vincitore del premio Qualità editori indipendenti; Le segrete vie del maestrale, (Hobby & Work 2008), prefazione di Ben Pastor, finalista

al Festival Mediterraneo del giallo e del noir. La sconosciuta del lago, (Hobby & Work 2011), liberamente ispirato al caso di Antonietta Longo, la decapitata di Castelgandolfo; Il romanzo è stato vincitore della sezione romanzi storici al Festival Mediterraneo del giallo e del noir. Verità imperfette (Del Vecchio 2014), “romanzo noir a più mani a incastri multipli”; Il marchio della bestia (Parallelo45 2017), quarto romanzo della “serie sarda”; Il vangelo del boia (Newton Compton 2017) già finalista al premio Tedeschi, è stato semifinalista allo Scerbanenco e finalista al premio Acqui Storia 2018, sezione romanzi storici.

Questa voce è stata pubblicata il 17 marzo 2021, in Uncategorized.

Il respiro dell’alba…il nuovo libro di Antonella Grandicelli

In una livida alba d’ottobre un corpo galleggia alla deriva nelle grigie acque della baia di Vernazzola. Tirato a riva, il commissario Vassallo e i suoi uomini si accorgono che si tratta del cadavere di una suora. Nello stesso istante qualcuno bussa alla porta di Luigi Martines, il poeta, che si risveglia da un sonno agitato da molti fantasmi. Ha ancora tra le mani una vecchia foto trovata la sera prima nella cassetta della posta. Sul retro una data e un oscuro messaggio: Ciò che eri può ucciderti più di ciò che sei? Che cosa lega il cadavere di una suora e una vecchia fotografia? Indagando tra un

passato dimenticato e un presente oscuro, Vassallo e Martines si ritroveranno invischiati in una ragnatela intessuta d’ambiguità e omissioni, falsità e ricatti, che finiranno per mettere in pericolo la carriera del primo e la vita del secondo. Un’indagine che si rivelerà dura, piena di trappole, sconcertanti dubbi e agghiaccianti rivelazioni, nella ricerca di una verità che a nessuno interessa, che nessuno vuole vedere. Una verità che ha molte facce e che mai è la stessa per tutti.

Antonella Grandicelli nata a Genova, ha studiato lingue straniere e si è laureata in Lettere Moderne. Del 2016 è il romanzo d’esordio, il noir Le ali dell’angelo (Robin Edizioni). Ha scritto racconti per varie antologie tra cui Genovesi per sempre (Edizioni della Sera, 2019), Tutti i sapori del noir (Fratelli Frilli Editori, 2019), I luoghi del noir (Fratelli Frilli Editori, 2020), Natale a Genova (Neos Edizioni, 2019 e 2020), La Liguria sorride (Lo Studiolo, 2020). Ha fatto parte del comitato artistico del Festival Incipit Genova 2019. È co-founder e redattrice insieme ad Arianna

Destito del blog TheMeltinPop.

Questa voce è stata pubblicata il 10 marzo 2021, in Uncategorized.

A PASQUA IL REGALO PIU’ BELLO E’ UN BUON LIBRO CHE DIVENTA SOLIDALE

Fratelli Frilli Editori, per il periodo pasquale, mette a disposizione una selezione di libri gialli di successo a favore dell’Associazione Cuor di Pelo Rescue Onlus che, dal 2015, aiuta i bassotti in difficoltà e trova loro una nuova famiglia.

La Casa Editrice, con l’acquisto di uno dei libri disponibili sul sito https://shop.frillieditori.com/index.php devolverà € 1,20 per ogni libro venduto all’Associazione.

Per farlo sarà importante scrivere “Cuor di Pelo” accanto all’ordine effettuato.

Più libri verranno acquistati e maggiore sarà l’aiuto concreto dato a questa simpatica razza di amici quattrozampe in difficoltà.

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Questa voce è stata pubblicata il 4 marzo 2021, in Uncategorized.

Nuovo libro di Marco di Tillo “Come Lupi nella neve”

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L’ispettore Marco Canepa si è fatto finalmente convincere dal suo amico Giuseppe Lolli. Andranno qualche giorno insieme nel paese molisano di Agnone, di dove Giuseppe è originario. Accolto a braccia aperte da tutti i componenti della famiglia Lolli, Canepa fa appena in tempo ad assaggiare le squisite specialità gastronomiche locali e a conoscere amici e parenti di Giuseppe, che subito il paese viene investito da una devastante tormenta di neve che, in breve tempo, lo taglia completamente fuori dal mondo. Nessuna possibilità di raggiungerlo dal fondo valle, niente corrente elettrica, nessun collegamento telefonico. Quella notte stessa un brutale omicidio sconvolge la vita di tutti gli abitanti. Franco Furino, un romano con seconda casa ad Agnone, viene trovato ucciso all’interno della chiesa di Sant’Emidio, mentre sua moglie Germana e la figlia Camilla, di nove anni, risultano scomparse. Delle indagini si incaricano i quattro carabinieri della locale stazione, sotto il comando del pingue maresciallo Pasquale Conte, amico di infanzia di Giuseppe. Il tutto mentre un vecchio professore di storia, Aristide Ponzio, insigne studioso degli usi e costumi dei Sanniti, fa riecheggiare l’antica maledizione di una presunta strega risalente al 270 avanti Cristo. Il giorno seguente anche la moglie del Furino viene ritrovata uccisa, con un coltello nel cuore. Suo malgrado, l’ispettore Canepa, deve rinunciare alle agognate ferie e aiutare i carabinieri locali a risolvere i due omicidi che sembrano davvero inspiegabili. In questo noir i veri protagonisti, oltre all’azione stessa e alla dinamica degli eventi, sono i vari e curiosi personaggi del paese:il parroco, il sacrestano, la venditrice di formaggi, il geometra, il barista, il dottore nostalgico della Russia comunista. E poi c’è il passato che ritorna di continuo, in un incessante andirivieni temporale che va a mescolarsi ai tempi lenti della provincia italiana più sperduta e ai pensieri e ai ricordi di tutti, in un’atmosfera invernale malinconica e un po’ retrò.

Marco Di Tillo è laureato in Psicologia e ha scritto per più di vent’anni testi per programmi televisivi e radiofonici per la Rai. Per il cinema ha diretto la commedia Un anno in campagna e il giallo per bambini Operazione Pappagallo, scritto insieme a Piero Chiambretti. Per la narrativa per ragazzi ha scritto Il ladro di Picasso, Due ragazzi nella Firenze dei Medici, Il giovane cavaliere, Tre ragazzi ed il sultano e le favole illustrate per bambini Mamma Natale e Mamma Natale e i Pirati. È stato autore di testi originali per fumetti pubblicati da numerosi periodici e quotidiani italiani. Per Il Giornalino delle Edizioni Paoline ha ideato le serie I grandi del calcio, I grandi del jazz, I grandi del cinema. Ha vinto il Premio Paese Sera per una Nuova Striscia Italiana 1976 con la strip Piero ed è stato premiato al Salone di Lucca da Hugo Pratt. Ha pubblicato negli Stati Uniti i thriller storici The Other Eisenhower e The Dollfuss Directive. In Italia, ha scritto i gialli con protagonista l’ispettore laico-consacrato Marcello Sangermano. Della serie, sono già usciti Destini di sangue, Dodici giugno e Il palazzo del freddo. Ha scritto il romanzo La neve al mare che narra la disordinata estate di tre ragazzi di sedici anni. Nel gennaio 2020 è uscito invece Una santa per amica sulla sua amicizia giovanile con Madre Teresa di Calcutta. Per Fratelli Frilli Editori ha pubblicato i gialli dell’ispettore genovese Marco Canepa, Tutte le strade portano a Genova e Omicidio all’Acquario di Genova.

Questa voce è stata pubblicata il 2 marzo 2021, in Uncategorized.

Nuovo libro di Tiziana Viganò…Quando il delitto è arte

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Un killer diabolicamente intelligente è il protagonista di questo romanzo noir, costruito attorno alla sua storia psicologica e alla sua tragica escalation di follia. Parallela a questa vicenda corre l’indagine del capitano dei carabinieri di Legnano, Adelio Rusconi, già protagonista di “Sinfonia nera in quattro tempi”.

Invano cerca di prevenire e ostacolare i delitti che il killer continua a compiere, lasciando soltanto pochi labili indizi a fronte di plateali Performance, opere che vorrebbero costituire nuove forme artistiche partendo da famosi dipinti, sculture e installazioni di artisti del passato o contemporanei. Ma nelle sue mani sono corpi morti, uccisi con raffinata abilità. Omaggi floreali, che con il linguaggio dei fiori recano messaggi di morte, precedono gli omicidi: una traccia da decodificare?

Rusconi e la sua squadra girano a vuoto, finché una pista solida emerge dal passato: la relazione tra le vittime, legate a un cold case che anni prima aveva visto coinvolta la dottoressa Greta Hofer, patologa dell’ospedale.

Sotto questa incredibile pressione, Rusconi mette in discussione se stesso e il suo lavoro, continuando a chiedersi qual è il confine tra vittima e carnefice, qual è il limite oltre il quale si capovolge il rapporto, chi è davvero colpevole quando storie di violenze e di abusi nell’infanzia segnano nel profondo, senza rimedio, per sempre. La rincorsa sarà lunga, la preda fugge ma il cacciatore, con denti da Rottweiler, non molla mai.Solo dopo uno sprint finale mozzafiato le due storie si uniranno in una conclusione che chiuderà il cerchio di una vita tragica.

 

Tiziana Viganò

Milanese, laureata in Lettere Moderne, redattrice e iconografa per molti anni presso Garzanti Editore, ha poi approfondito altri interessi e lavorato nel campo della psicologia, della comunicazione e della medicina naturale, studiando a fondo i rapporti tra mente e corpo.

Appassionata di cultura, arte e letteratura, scrive da sempre. Il lavoro sul campo l’ha portata a prestare una particolare attenzione alla psicologia e le ha fornito ispirazione per raccontare soprattutto storie vere, centrando in particolare figure femminili che emergono con le loro luci e ombre, nelle difficoltà e nel successo, nel dramma e nella rinascita.

Attiva nel volontariato sociale a favore delle donne, ha fatto esperienze e progetti per ONG in Africa e nella Repubblica Dominicana a favore dei migranti: assieme al lavoro come Counselor (terapia di sostegno) e ai viaggi nel mondo, queste attività sono fonti inesauribili per le sue storie.

Ha pubblicato: “Come le donne”, (2012-16, PMedizioni) dodici racconti, storie di donne che hanno superato grandi difficoltà, ma hanno saputo ricostruire una nuova vita. “Sinfonia nera in quattro tempi” (2016, Youcanprint), un romanzo giallo dove le donne sono vittime o carnefici in relazioni di coppia malate, prime indagini del maresciallo Rusconi ambientate a Legnano (Mi). La trilogia sulle donne si conclude con “L’onda lunga del Titanic” (2017, Macchione Editore) un romanzo sulla bellezza dell’amore con importante flashback storico sul Titanic, presentato alla mostra internazionale del Titanic a Torino e premiato con il Premio Edizioni Convalle “Dentro l’amore 2020”. Nel maggio 2018 esce “Noi e il Sessantotto” , Macchione editore, antologia di racconti di vari autori ideata, curata e in parte scritta da lei.

Viaggiare è la sua passione e le esperienze fatte in giro per il mondo hanno allargato gli orizzonti e l’hanno formata: il suo quinto libro racconta tre percorsi particolari, in Sud Sudan, in Grecia e nella Repubblica Dominicana, “Viaggi di nuvole e terra”, 2018, Macchione. A gennaio 2021 uscirà presso Golem editore “Quando il delitto è arte”, nuova indagine del maresciallo Rusconi: sei opere d’arte ispirano un killer che si crede artista, sei delitti nei modi della Performance Art.

sito internet http://www.tizianavigano.com

Dal 2014 collabora alla redazione del magazine MilanoNera

Con il patrocinio del Comune di Rescaldina (Milano) conduce la giornata per scrittori “Il vizio di scrivere”.

Questa voce è stata pubblicata il 22 febbraio 2021, in Uncategorized.

La sindrome post-Covid, cos’è e come intervenire

Intervista al Dr. Evasio Pasini, Medico Cardiologo e Patologo Clinico, già professore a.c. Università degli Studi di Brescia, in prima linea sui pazienti Covid di Brescia, co-autore del libro “Il coraggio e la passione – Brescia e il Covid-19”, edito da Fondazione Spedali Civili di Brescia.

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Solo in Italia, dall’inizio della pandemia, risultano ad oggi guariti da Covid-19 oltre 1.600.000 pazienti, che, dopo aver affrontato la patologia con sintomi più o meno gravi, si sono negativizzati.  Un vero “esercito” che, ad un anno dagli esordi del virus e dalla prima ondata, se da un lato ci rassicura sugli esiti di mortalità del virus (i deceduti sono lo 0,25-0,5% dei contagiati), dall’altro apre scenari nuovi e ancora tutti da definire su quella che a tutti gli effetti sembra essere una vera e propria “sindrome post-Covid” che colpisce tra il 50 e l’80% di coloro che sono usciti dall’infezione, indipendentemente dalla gravità dei sintomi che hanno presentato. Uno scenario su cui non sappiamo molto e che potrebbe diventare una nuova, imponente voce di spesa pubblica e sanitaria, viste le conseguenze “long term” della malattia. 

Stanchezza cronica, dolori muscolari, difficoltà respiratorie, problemi cardiaci: questi alcuni dei sintomi che permangono anche per molti mesi in chi ha contratto il Covid-19 e che possono risultare debilitanti, abbassando la qualità di vita e impattando sulle performance lavorative dei soggetti coinvolti.

«Recentissimi studi hanno dimostrato che il più ricorrente dei sintomi, la stanchezza, è presente in circa l’80% dei pazienti studiati. Molti pazienti hanno persino difficoltà a salire un piano di scale o ad alzarsi dal letto. Seguono: la dispnea (o fame d’aria) che è presente nel 65% dei casi, ed i dolori diffusi (incluso al torace) riferiti nel 5% dei casi.», spiega il Dr. Evasio Pasini.Visualizza immagine di origine

Ma perché si evidenzia questa nuova serie di sintomi persino dopo che il tampone risulti negativo?

«L’ipotesi più semplice, a cui si è subito pensato è l’alterazione della disponibilità di ossigeno nel sangue, dovuta ad una riduzione della diffusione polmonare, secondaria ad un danno permanente o di lenta risoluzione dell’interstizio polmonare, conseguente alla polmonite virale acuta.  Tale ipotesi non convince però totalmente. Infatti, è interessante notare che solo una minima parte dei pazienti con Sindrome post-Covid ha avuto una grave insufficienza respiratoria acuta.Tuttavia, i sintomi di tale sindrome, in particolare l’astenia e la fatica, sono presenti anche nei pazienti che hanno avuto sintomi molto leggeri (quali la febbre) con o senza tosse per alcuni giorni e/o semplici dolori articolari simili a quelli influenzali.

Ipotizziamo quindi un meccanismo diverso, alla base della sindrome post-Covid, che chiama in causa le modalità di replicazione del Virus. Infatti, come ogni altro Virus, anche il Covid-19 attacca le cellule del nostro corpo, formate da molte molecole, tra le quali proteine, a loro volta costituite da catene di aminoacidi, e le scinde per utilizzare gli aminoacidi così disponibili per poter creare nuovi virioni identici al Virus di partenza. Come prima cosa il Virus, dunque, attacca e penetra all’interno della cellula. In seguito avviene la fase di svestimento. In tale fase il Virus libera il suo patrimonio genetico (RNAm) e lo inserisce nel messaggio genetico della cellula, mandando dei “falsi messaggi” alla cellula stessa, per cui questa mette a disposizione tutte, o parte delle sue risorse (energia, strutture citoplasmatiche, molecole quali le proteine, ecc.), per assemblare nuovi Virus detti VIRIONI. In questa fase si attivano anche le difese immunitarie, e ciò crea una forte infiammazione, causando quella “tempesta citochinica” di cui si è molto parlato. Sia L’attacco diretto del Virus alle cellule sia la “tempesta citochinica” causano importanti alterazioni metabolico/strutturali delle cellule colpite, che perdono le proprie capacità metaboliche/funzionali. È come se le cellule del nostro corpo funzionassero al 30-50% della loro normale funzione, ed occorre tempo perché la cellula, se non viene uccisa dal Virus, ripristini il proprio patrimonio sia strutturale sia energetico per ritornare a svolgere le proprie normali attività funzionali/metaboliche. 

È importante sottolineare che il Covid-19 attacca quasi tutte le cellule del nostro corpo. I sintomi clinici sono prevalentemente polmonari perché il Virus entra con il respiro e la prima nostra struttura anatomica che incontra è il polmone. A supporto di tale affermazione dobbiamo ricordare che esistono infatti una serie di sintomi extra-polmonari collegati all’infezione da Covid che riguardano altri organi o sistemi quali l’intestino, il cuore, il cervello, i muscoli, il sistema cardiocircolatorio, il rene.

Molte delle proteine che il virus demolisce, per poterle cannibalizzare, sono enzimi contenenti un gruppo Eme caratterizzato per aver e al suo interno un atomo di Ferro.

Di notevole importanza è sottolineare che gli enzimi Eme svolgono fondamentali funzioni all’interno della cellula quali la produzione di energia nei mitocondri (citocromi) e l’effetto detossificante contro specifiche molecole (citrocromo P 450) o contro i radicali liberi dell’ossigeno (catalasi e perossidasi).

Durante i processi di lisi virale, dagli enzimi Eme demoliti, si liberano le molecole di Ferro che possono ulteriormente amplificare il danno cellulare innescando una reazione detta ferro-apoptosi che causa la morte cellulare indipendentemente dall’infezione virale.

Semplici valutazioni plasmatiche, quali la ferritina, l’albumina e l’emoglobina, ci indicano quanto è stato grande il danno cellulare virus-indotto di lisi proteica, inclusa la demolizione degli enzimi Eme.

Da quanto detto in precedenza si capisce facilmente che le proteine, enzimatiche e non, sono componenti essenziali di tutte le cellule e che il loro depauperamento, che segue all’attacco virale, rischia proprio di provocare la sindrome post-Covid: debolezza, dolori e alterazioni funzionali a livello muscolare, astenia…»

Come fare allora per attivare una corretta riabilitazione post-Covid andando a tamponare i danni della lisi proteica e, di conseguenza, la sintomatologia correlata?

«Innanzitutto sarà necessaria una diagnosi, perché la sintomatologia, seppur grave e/o indicativa, da sola non è sufficiente per stabilire che siamo di fronte ad un paziente con sindrome post-Covid. 

Servirà almeno fare i seguenti esami ematici: 

  1. emocromo con la valutazione della cinetica del Ferro (sideremia, transferrina, ferritina) per valutare l’infiammazione ed il danno proteolitico delle molecole (emoglobina) e degli enzimi contenenti gruppo Eme;
  2. PCR per testare il grado di infiammazione;
  3. albuminemia per quantificare l’alterazione del metabolismo proteico;
  4. dosaggio di vitamine importanti per il metabolismo proteico  quali la Vitamina D, B12, B6 e Acido Folico.

Una volta valutati gli esiti, si potrà intervenire rinforzando le vie metaboliche cellulari grazie all’attività fisica e supportando attivamente la neo-formazione di quelle molecole, quali le proteine, che sono state “scippate” dal Virus.

Un’integrazione ad hoc con aminoacidi  e vitamine, là dove si evidenzino carenze, è il primo passo per impostare un’adeguata terapia medica. 

Dati scientifici preliminari indicano che la supplementazione con vitamine e specifiche miscele di singoli aminoacidi, prevalentemente essenziali, formulate in base ai bisogni metabolici dell’essere umano, aiutano le cellule a ripristinare il loro patrimonio metabolico e la loro funzione. Quindi, e sempre sotto controllo di un medico specialista, fare riabilitazione motoria adeguata alla persona ed introdurre supporti nutrizionali, quali-quantitativamente adeguati ai bisogni cellulari, aiuta senz’altro il recupero in caso di sindrome post-Covid.

Ma quali sono gli aminoacidi che si prestano meglio a questo tipo di intervento nutrizionale? 

«Anche le proteine più nobili, in natura, hanno il 40% di aminoacidi essenziali ed il 60% di non essenziali. I 9 Aminoacidi detti “essenziali”- Leucina, Isoleucina, Valina, Lisina, Metionina, Fenilalanina, Treonina, Triptofano, Istidina – devono essere assunti categoricamente con l’alimentazione o con gli integratori in quanto il nostro metabolismo non è in grado di sintetizzarli. Al contrario, gli altri aminoacidi, detti “Non Essenziali”, possono essere sintetizzati partendo dalle varie molecole già disponibili. Dobbiamo inoltre ricordare che l’azoto contenuto negli aminoacidi “non essenziali” “pesa” sui reni, dove si accumula, costituendo sostanza di scarto che può intasare i sistemi di smaltimento rendendo meno efficiente la sintesi proteica. Ecco perché, meglio di un’alimentazione iper-proteica, che può causare problemi a livello renale, ideale sarebbe assumere una miscela di singoli aminoacidi essenziali “human tailored”, cioè specifici per gli esseri umani ed altamente biodisponibili. La peculiarità di un mix perfetto sta nel contenere gli aminoacidi nel rapporto, fra di loro, uguale a quello richiesto dall’organismo e nell’essere di altissima qualità e purezza, valutata e garantita per ogni singolo lotto. Non sono molte le tipologie di integratori che possono garantire questi standard quali-quantitativi, oltre che un’efficacia provata supportata anche da studi internazionali. Tra questi, io utilizzo Nutrixam® di NAMED®», conclude il Dr. Pasini.

Questa voce è stata pubblicata il 22 febbraio 2021, in Uncategorized.

Nuovo libro di Achille Maccapani

Sono le cinque di una domenica mattina. Il vicequestore di Sanremo Francesco Orengo è nel suo alloggio di servizio, in pieno riposo dopo un’intensa giornata lavorativa. Di colpo viene svegliato dal suo primo collaboratore, l’ispettore capo Dario Canevari: hanno trovato un cadavere nella toilette del teatro Ariston. L’omicidio è avvenuto poche ore prima, al termine della serata finale del Festival della Canzone Italiana presentata da Amadeus, con la partecipazione di Fiorello. Uno choc terribile per Sanremo: la capitale italiana della musica e del turismo, la città della Liguria più famosa in tutto il mondo. Per il commissario Orengo, tornato nel suo ponente ligure da poche settimane, dopo parecchi anni di esilio volontario tra la Lombardia e il Piemonte, è l’inizio di un turbine infernale. Al suo fianco, la squadra investigativa lavora a ritmo convulso, tra documenti raccolti, ricostruzioni del passato della vittima, un noto imprenditore nel settore delle calzature in provincia di Caserta, nonostante intoppi e boicottaggi, e numerosi risvolti nascosti che si agitano attorno a Sanremo e alla kermesse festivaliera. Ben presto, Orengo dovrà pure fare i conti con il suo difficile passato e un nemico che agisce per metterlo costantemente in difficoltà. Nel frattempo il giovane commissario ritroverà le sue radici nel paese nativo, il suggestivo borgo medievale di Castel Vittorio, nell’estremo entroterra della Val Nervia, suggellate dal ritrovato incontro con la bella ristoratrice Martina Rebaudo. Un romanzo nel quale emerge l’atmosfera di Sanremo, del suo centro cittadino, dell’atmosfera magica e frenetica del Festival, e di una Liguria di ponente sempre più inquieta e contrassegnata da numerosi colpi di scena.

Achille Maccapani (Rho, 1964) l’autore del ciclo delle indagini dell’ufficiale dei carabinieri Roberto Martielli e del magistrato Viviana Croce, iniziato con il romanzo Il venditore di bibite (Fratelli Frilli Editori, 2018), proseguito con Destini in fumo (Fratelli Frilli Editori, 2019) e Ventimiglia riviera dei fuochi (Fratelli Frilli Editori, 2020). Alcuni racconti dedicati proprio a Martielli e Croce sono stati inoltre pubblicati nelle antologie Una finestra sul noir (Fratelli Frilli Editori, 2017), 44 gatti in noir (Fratelli Frilli Editori, 2018), Tutti i sapori del noir (Fratelli Frilli Editori, 2019) e I luoghi del noir (Fratelli Frilli Editori, 2020), in ricordo dell’editore Marco Frilli. In precedenza ha pubblicato i romanzi Taci, e suona la chitarra – Milano rock Ottanta (Fratelli Frilli Editori, 2005 – XXII Premio Città di Cava de’ Tirreni), Delitto all’Aquila nera (Zona, 2007), Confessioni di un evirato cantore (Fratelli Frilli Editori, 2009 – fiorino d’argento del Premio Firenze) e Bacchetta in levare (Marco Valerio, 2010). Con Delitto al festival di Sanremo inizia il ciclo delle indagini del commissario Francesco Orengo.

Questa voce è stata pubblicata il 17 febbraio 2021, in Uncategorized.