Archivio | 2 Maggio 2022

Enrico “Erri” Tombamasselli è un vicequestore aggiunto, il dirigente del commissariato Greco-Turro di Milano. Solo chi è in stretta confidenza con lui lo chiama affettuosamente “Tomba”. Ha 50 anni, vedovo da cinque, ateo e affetto fin da bambino da un fastidioso disturbo neurologico che lo costringe spesso a leggere i nomi al contrario. La perdita della moglie è un dolore che non lo abbandona e gli condiziona la vita sociale. Al di fuori del lavoro non ha niente, né amicizie né conoscenze da coltivare. Non ama guardare la televisione; il suo unico passatempo è ascoltare la musica degli Eagles, una passione che condivideva con sua moglie. Pertanto, il lavoro

è rimasta la sua unica ragione di vita e in quello è davvero in gamba. Durante l’ispezione finale prima della chiusura serale del museo HangarBicocca, una guardia giurata nota delle impronte sulla sabbia che circonda uno dei Sette Palazzi Celesti di Kiefer. Controlla e scopre all’interno della torre denominata Sefiroth il cadavere di una donna pugnalata al cuore. Si tratta della titolare di una rispettabile agenzia di modelle. In piena notte, Tombamasselli viene invitato dal questore a recarsi sul luogo del delitto; essendo il museo di proprietà della Fondazione Pirelli, buona parte della Milano che conta è già in fibrillazione. Non fa in tempo a mettere assieme i primi riscontri che, a pochi passi dal suo commissariato, viene trovato in una villetta il cadavere di un rinomato oncologo. È identica l’arma usata per i due omicidi, identiche le impronte digitali sul manico, ma il medico è stato pugnalato in testa. Non finisce qui: in pochi giorni altri tre cadaveri spuntano in diverse zone di Milano, tutti uccisi con le medesime modalità. Le vittime hanno qualcosa in comune, si conoscevano? All’imprevedibile e sofferta soluzione del caso, Tombamasselli perverrà inseguendo l’ipotesi di una correlazione tra gli omicidi e alcuni aspetti mistico- religiosi legati alla Kabbalah ebraica.

Massimo Bertarelli, nato a Milano in zona Navigli nel 1954, risiede a Monza da quarant’anni. Ex responsabile amministrativo in vari ambiti, ex maratoneta, pensionato dal 2016. Da anni impegnato in opere di volontariato in favore di richiedenti asilo, senzatetto, carcerati e ricoverati in casa di riposo, con progetti a carattere letterario. Consigliere direttivo di un’associazione culturale che organizza eventi a Monza e dintorni, tra gli altri il Monza Book Fest e X-Factor letterario – parole aperte sul palco. Responsabile del gruppo di lettura della Biblioteca Civica di Monza. Ha pubblicato: Il fosso bianco (Nulla Die edizioni 2011), Mi chiamo Ugo (Qp edizioni 2016), Giallo d’Ischia (LFA Publisher 2018), Mi chiamo Simone (Edizioni della Goccia 2018), da cui è stata tratta una drammaturgia intitolata Torno subito, andata in scena al Teatro Binario7 di Monza a maggio 2019, replicata quattro volte

Questa voce è stata pubblicata il 2 Maggio 2022, in Uncategorized.

Libri: l’ultimo libro di Elisabetta Violani “Sono Coniglio, partigiano”

Racconta le avventure di un giovane soldato tedesco che diserta da un porto della riviera ligure durante la seconda guerra mondiale e la vicenda è ispirata a quella realmente accaduta ad un amico di famiglia dell’autrice. Grazie all’aiuto di una giovane donna di cui si innamora, il protagonista si unisce ai partigiani e combatte nella resistenza, a suo modo però. È un disegnatore e lui si definisce un artista, non riesce a sparare ed è sempre in preda ad una paura folle di morire: per questo viene soprannominato Coniglio. All’inizio ha vita dura, ma a poco a poco i suoi compagni finiscono con l’accettarlo per quello che è e ne sfrutteranno al massimo le capacità, ossia la profonda lealtà nonché la non comune forza fisica. Grazie anche alla sua arte, il disegno, si guadagnerà la stima dei suoi compagni diventando parte integrante, se non addirittura indispensabile, della piccola comunità partigiana di cui andrà a fare parte. Nel romanzo viene raccontata la resistenza da un punto di vista inusuale che però affonda le radici nella storia: la guerra è da sempre un male deprecabile, frutto della peggiore nefandezza umana e l’uomo è costretto a convivere con la sua natura che è uguale a tutte le latitudini, nel bene e nel male.


Elisabetta Violani, genovese, laureata in Biologia e Dottore di Ricerca, pubblica nel 2016 Scrivere per non morire. Memorie tragicomiche di un’ex ricercatrice (Giovanelli Edizioni), col quale vince “In Punta di Penna” al VII Premio Letterario Internazionale Città di Sarzana 2019 e che è scelto per il “Dìa Internacional de la Mujer y la Niña en la Ciencia 2021”. Nel 2018 seguono Cronache dal Quartiere Galleggiante e Racconti per fuori di testa. Nel 2019 partecipa all’antologia Natale a Genova. Racconti al profumo di pandolce (Neos Edizioni) e un suo racconto sul crollo del ponte Morandi viene pubblicato da “Il nuovo Monviso”. Nel 2020, due suoi racconti sono inseriti in Andrà tutto bene (Tomolo-Edigiò Edizioni) e Cara Italia ti scrivo (Edizioni Tigulliana). Nel 2020 pubblica, per Echos Edizioni Solo uno Sbirro (Premio Speciale al Concorso Letterario “Santa Margherita Ligure – Franco Delpino”) e partecipa a Natale a Genova. Tra musei ed emozioni (Neos Edizioni). Nel 2021, oltre a pubblicare con la nostra casa editrice Ridendo quindi sul serio, è tra gli autori delle antologie I racconti dell’acqua (Neos Edizoni) e Liguri per sempre (Edizioni della Sera)

Questa voce è stata pubblicata il 2 Maggio 2022, in Uncategorized.

Libri: ”Bologna nessun dolore” di Massimo Fagnoni

Oscar Aldrovandi è un giovane affetto da analgesia congenita, che comporta la totale assenza di qualsiasi tipo di sensazione dolorosa. Vive con la madre vedova e conduce un’esistenza tranquilla; commesso in un negozio della grande distribuzione, ama il suo lavoro, i videogame e segretamente Elena, collega della panetteria. Oscar vive nel ricordo del padre, che lo aiutava nella difficile integrazione con il tessuto sociale circostante. Tutto procede nella consueta routine quando accade qualcosa di inaspettato, due balordi cercano di sottrargli una miniatura per lui preziosa, pezzo unico della sua collezione. Oscar reagisce per paura e disperazione e da quel momento la sua vita cambia, proiettandolo in un delirio inarrestabile. Mentre Oscar si muove in una Bologna marginale come in un videogame, il commissario Guerra cerca di capire chi ha ucciso due giovani di una banda locale e chiede aiuto a Trebbi che faticherà non poco a scoprire chi sta inconsapevolmente innescando una pericolosa guerra fra bande rivali nella periferia bolognese.

Massimo Fagnoni classe 1959, bolognese, laureato in Filosofia, ha lavorato a lungo nei servizi sociali e psichiatrici della sua città. Dal 2002 fa parte della Polizia Locale di Bologna. Dalla collaborazione con le forze dell’ordine è nato il desiderio di narrare storie noir. È autore di Bologna all’Inferno, 2010, Giraldi editore; La ragazza del fiume 2010, 0111 edizioni; Belva di città, 2010 Eclissi Editrice, primo romanzo della serie del maresciallo Greco che nel 2011, ha vinto il primo premio al concorso letterario “Lomellina in giallo”; Cielo d’agosto, 2012 Eclissi Editrice, secondo romanzo della serie del maresciallo Greco; Solitario bolognese, 2013, Giraldi editore; Lupi neri su Bologna, 2013, Minerva Edizioni; Il silenzio della bassa, 2014, Fratelli Frilli Editori; Vuoti a perdere, 2015 Eclissi Editrice; Bologna non c’è più, 2015, Fratelli Frilli Editori, primo premio al concorso letterario “I Sapori del giallo, poliziotti che scrivono”; Bolognesi per caso, racconti, 2016, Giraldi Editore; Il giallo di Caserme Rosse, 2016, Fratelli Frilli Editori; Il ghiaccio e la memoria, 2017, Minerva Edizioni; Il bibliotecario di via Gorki, 2017, Fratelli Frilli Editori; La consistenza del sangue, 2018, Giraldi editore; Ombre cinesi su Bologna, 2018 Fratelli Frilli Editori; La confraternita dei Sikuri, 2019, Fratelli Frilli Editori; Burnout, 2019, Minerva Edizioni; Nelle viscere di Bologna 2020, Fratelli Frilli Editori; Tutti giù per terra, 2021, Minerva Edizioni.

Questa voce è stata pubblicata il 2 Maggio 2022, in Uncategorized.

Libri: Solo uno sbirro

“Solo uno Sbirro” è la storia di un giovane che dal Meridione si trasferisce nel Nord Italia per entrare in polizia.

Inizia la carriera facendo il piantone e poi il celerino. Dalla celere si ritrova alle volanti, per poi approdare all’antidroga e infine alle squadre speciali.

Durante il suo percorso di vita, il protagonista incontra i personaggi più disparati, sia fra i colleghi che sulla strada, un vero e proprio microcosmo dove ogni essere umano acquisisce una precisa identità e una dignità che lo rendono degno di esistere, perché anche il peggiore svolge un ruolo nella crescita personale del poliziotto.

Il protagonista affronta le situazioni umane più complesse e con il passare del tempo acquisisce sempre maggiore consapevolezza di sé e della realtà che lo circonda. Spesso si trova coinvolto in situazioni tragiche, talvolta tragicomiche, che inizialmente lo spiazzano, ma che poi riesce a gestire grazie ad una sua saggezza innata, atavica, proveniente dalle generazioni che lo hanno preceduto.

L’arco di tempo durante il quale si svolge l’azione è molto ampio, per cui, oltre alle vicende personali del protagonista e di tutti gli altri personaggi, vengono raccontati anche i mutamenti che a poco a poco avvengono in polizia, in particolare la smilitarizzazione e il lento decadimento delle risorse che comporta l’inesorabile peggioramento delle condizioni di lavoro dei poliziotti.

Nel finale verrà rivelato il perché del titolo “Solo uno Sbirro”.

www.echosprime.it/it/solo-uno-sbirro-elisabetta-violani/

L’Autrice

Elisabetta Violani, genovese di nascita, è diplomata in lingue e laureata in Scienze Biologiche. Dopo un Dottorato di Ricerca nel campo delle Neuroscienze, lavora a lungo come ricercatrice in Università. Nel 2016 pubblica Scrivere per non morire. Memorie tragicomiche di un’ex ricercatrice – Giovanelli Edizioni, col quale vince il premio “In Punta di Penna” al VII Premio Letterario Internazionale Città di Sarzana 2019. Nel 2018 vengono pubblicati Cronache dal Quartiere Galleggiante e Racconti per fuori di testa. Nel 2019 scrive Il sole bacia chi vuole – Giovanelli Edizioni e Storie magiche per ragazzi in gamba – Tomolo-Edigiò Edizioni, antologia di favole premiata durante il Festival LibriAMOdena 2019. Il suo racconto inedito Meccano è stato pubblicato sul periodico “Il Nuovo Monviso” in occasione del crollo del ponte Morandi di Genova. Il racconto inedito Europa risulta tra i finalisti del Premio La Quara 2019, e viene inserito nell’antologia “Europa” di Infinito Edizioni. Nel 2019 partecipa con il racconto La fetta di pandolce all’antologia “Natale a Genova” edito da Neos Edizioni. Solo uno Sbirro è la sua ultima opera.

Questa voce è stata pubblicata il 2 Maggio 2022, in Uncategorized.