Archivio | 3 giugno 2021

“Alla fine,il silenzio”il nuovo romanzo di Paola de Nisco

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Il nuovo romanzo firmato Paola De Nisco, narra le vicende di una famiglia di italiani esiliati dalla penisola istriana, ai tempi della fine della Seconda Guerra Mondiale. Due fratelli, Filippo e Francesco, titolari di una modesta seppur proficua compagnia di navigazione che commercializzava sete e stoffe ereditata dal padre, si ritrovano improvvisamente a dover organizzare la fuga della loro famiglia da quel Paese che, con l’avvento di Tito, diventava loro sempre più ostile.

I due fratelli erano stati degli “ustascia”, fascisti jugoslavi che si erano macchiati di molti crimini e avevano amministrato, nell’intervallo tra le due guerre, questi territori con durezza, imponendo un’italianizzazione forzata e reprimendo e osteggiando le popolazioni slave locali. La vendetta delle truppe del maresciallo Tito era oramai imminente. Filippo e Francesco sarebbero rimasti per salvare il loro onore, finendo vittime nelle foibe, ma la loro famiglia non meritava lo stesso supplizio. Un’imbarcazione era pronta a salpare verso la costa ligure dell’Italia, a Genova, per dare la possibilità ai figli di ricominciare una nuova vita.

Comincia così il racconto della vita della bellissima Isabella, la maggiore delle due figlie di Filippo (il fratello meno spietato). Uno spirito libero di soli vent’anni, che riesce difficilmente a sottostare alle severe regole dettate dalla zia Maria a cui è stata affidata dal padre, suo unico punto di rifermento affettivo assieme alla sorella minore Eleonora di 17 anni. La mamma delle ragazze era infatti morta di parto dando alla luce Eleonora.

Sulla nave che la porterà a Genova conoscerà Leon, un affascinante zingaro aspirante pittore, di cui si innamorerà follemente e che seguirà di nascosto, grazie anche alla complicità della sorella, nella fuga verso Parigi. La vita riserverà, alla giovane, amori straordinari e immensi dolori, sullo sfondo di un’Europa nel pieno della ricostruzione post-bellica e, in seguito, di fortissimi cambiamenti sociali che verranno ripercorsi insieme al lettore attimo per attimo. Un’esistenza, quella della donna, che la porterà ad affrontare le difficoltà della vita all’interno di una società benpensante e piena di pregiudizi, che la condizioneranno per sempre nelle sue scelte e di quelle di coloro che la amano. Affronterà la cattiveria delle persone e la cattiva sorte, ma proverà emozioni e sentimenti autentici, affetti sinceri e amicizie che dureranno nel tempo. La narrazione è scorrevole, ricca di colpi di scena e risvolti inaspettati, che porteranno il lettore alla disperata ricerca di un riscatto e che lo accompagneranno verso una dolce fine.

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Paola De Nisco nasce a Genova nel 1961.Passa la sua infanzia e parte dell’adolescenza a Padova, città che influirà positivamente nel suo
modo di essere.
 Fa ritorno a Genova nel 1976 e, finiti gli studi, comincia subito a lavorare come impiegata. Per un periodo di circa dieci anni ha cantato, a livello amatoriale, in alcuni gruppi della sua città che suonavano pop/rock/funky/jazz esibendosi anche diverse volte in alcuni locali cittadini. Ha sempre avuto la passione di scrivere, ma solo nel 2019 comincia a farlo seriamente dopo aver ricevuto commenti entusiastici da alcuni suoi conoscenti scrittori. Ha pubblicato in self-publishing il romanzo “Io comunque sono Paola” che racconta la sua vita intensa suddividendola per eventi, emozioni, sensazioni, ricordi e sentimenti. Questo libro, invece, narra le vicende di due famiglie veramente esistite che ha riunito in un’unica sola storia raccontando i fatti reali e usando come collante, la fantasia. È stata sposata due volte e ha un figlio di 37 anni. E’ tornata da poco a vivere a Padova con la sua dolcissima Border Collie, Paffy.

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Libri: IL GIOCO DEGLI SPECCHI

Un omicidio che solleva un dedalo di supposizioni, un labirinto investigativo fra prospettive illusorie, ipotesi ingannevoli, sentieri monchi. Un intreccio contorto, la cui complessità travalica le esigue capacità investigative di Farfuglia e i ristretti circuiti neuronali del giornalista Parente. Elementi pulviscolari in una nebulosa di umanità contraddittoria orbitano intorno al Bar Marco. Lo sfondo però è magico, i Mondiali ’82, la grandiosa vittoria di un’Italia che rinasce tra le partite di calcio, i goal di Paolo Rossi e il Presidente Pertini che accompagna il suo popolo. Mario il barista, al centro di una galassia di vite oblique, distilla nei suoi ragionamenti una tenace curiositas mai disgiunta da una pietas sincera, ben sapendo che la soluzione non appartiene all’inaccessibile sfera del mistero ma ai meandri dell’enigma, che celano sempre una spiegazione razionale. E il labirinto si trasforma in un gioco di specchi. L’identità di due disegni genetici gemelli, di due vite biologiche sovrapponibili, trasfigura in due esistenze anagrafiche speculari dove ciò che è destro, sinonimo di diritto, retto, diventa – nell’ immagine riflessa – sinistro, inquietante, minaccioso. Come nella simmetria degli specchi e il loro capovolgimento, le polarità del positivo e del negativo si invertono e ribaltano la direzione di due destini: l’agiato perbenismo di provincia si dissolve in abissi inconfessabili. Mario cerca il colpevole e vuole ostinatamente credere nella verità, cerca in quei frammenti trattenuti nello specchio che riflette finché trova il dettaglio, la nota dissonante, il particolare insignificante che svela l’elemento significante. Dopo il grido di vittoria degli Azzurri le indagini saranno ancora più sorprendenti, spinte anche un po’ dall’urlo di Tardelli e la sorpresa di Pablito.

Morena Fellegara, infermiera di professione e scrittrice per passione, è nata a Sanremo il primo maggio 1975. Ha esordito nel 2020 per Fratelli Frilli Editori con il romanzo noir Un Pastis al Bar Marco, ambientato negli anni Ottanta nel bar dei suoi genitori, che ha avuto un successo inaspettato. Una penna che descrive con immediatezza e leggerezza le dinamiche che animano e inquietano il quotidiano di vite semplici, entrando con garbo e acume negli abissi che, a volte, si spalancano dietro le maschere degli stereotipi sociali. Ha partecipato all’antologia I luoghi del noir (Fratelli Frilli Editori) con il racconto Aiga ae corde, ambientato nella storica piazza Bresca di Sanremo, dove l’enigma del giallo si intreccia con la storia.

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