ARENA DI VERONA 98° OPERA FESTIVAL 2020

L’Arena di Verona Opera Festival per l’edizione 2020 il Festival Lirico sfida se stesso alzando ancora il valore artistico, la varietà, la creatività e la fama partendo proprio dalle voci, cuore pulsante di ogni produzione e di ogni serata, per dare ad ogni singola serata il sapore di una première. La straordinaria macchina produttiva di Fondazione Arena si è messa in moto ed il cast rispecchia il principio fondante di una stagione che, non avendo abbonati, deve quindi necessariamente considerare ogni singola recita come un evento unico, garantendo al proprio pubblico le migliori voci dalla prima all’ultima serata, senza distinzione alcuna, con direttori di consolidata esperienza e allestimenti di grande impatto visivo, alternando la grande tradizione storica areniana ad innovazioni sapientemente calibrate, prima fra tutte quest’anno, la regia del pluripremiato regista internazionale Gabriele Muccino al suo debutto nel teatro d’opera con Cavalleria rusticana e Pagliacci, quindi il debutto sul podio areniano del trentenne venezuelano Diego Matheuz, già affermato a livello mondiale. Oltre a questo esordio, tornano grandi direttori d’orchestra apprezzati nelle precedenti edizioni del Festival, forti dell’esperienza instaurata con i complessi areniani: Daniel Oren, che più di ogni altro ha creato una straordinaria empatia con l’Arena tanto da confermarsi anche per la stagione 2020 Direttore Musicale del Festival, Francesco Ivan Ciampa, maestro dalla carriera in continua ascesa, e ancora Plácido Domingo, eccezionalmente per una sera sul podio per Aida, Jordi Bernàcer, Marco Armiliato, Ezio Bosso e il veroneseAndrea Battistoni.Ma sono le voci il cuore pulsante del teatro d’opera, voci in grado di convincere per la loro consolidata presenza nei più prestigiosi teatri, voci in grado di creare un dialogo intimo e toccante con ciascuno spettatore. Dunque l’imperdibile recita di Cavalleria e Pagliaccidell’8 agosto con la coppia d’arte e di vita formata dal tenore Roberto Alagna e dal soprano Aleksandra Kurzak, per la prima volta protagonista di entrambi i ruoli femminili del dittico, cosa di per sé rarissima.