Archivio | febbraio 2020

NAMED “L’età non conta. Elisir di lunga vita fra illusione e realtà. Controlled Aging ”

Risultato immagini per named azienda farmaceuticaNell’antichità vi era un’alta considerazione della figura dell’anziano e il processo dell’invecchiamento era generalmente considerato fisiologico. ≪A partire dall’evo moderno, il rapporto tra medicina e invecchiamento cambia radicalmente. La vecchiaia inizia ad essere considerata come un processo patologico, un decadimento progressivo che deve essere combattuto come una malattia attraverso trattamenti specifici. Al tempo stesso, il miglioramento delle condizioni di salute della popolazione porta ad un progressivo e graduale innalzamento dell’aspettativa di vita delle persone. All’interno dei sistemi di welfare degli stati, entra il concetto di tutela della vecchiaia con l’introduzione dei sistemi previdenziali≫. Inizia così l’excursus del Dr. Michele Augusto Riva, Ricercatore di Storia della Medicina al Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

È in questo periodo che si iniziano a sviluppare i primi approcci terapeutici anti- aging perchè diventa evidente, non solo a livello del singolo individuo, ma della società e dal punto di vista dei costi previdenziali e sanitari connessi all’emergere di questa nuova fascia di popolazione “over60”, che “il pericolo di vivere male è maggiore del pericolo di morire presto” (Seneca).

La ricerca di un “elisir di lunga vita”, che inizia nel XVI° secolo, non ci ha mai abbandonati ed oggi la ricerca contemporanea dedica molte energie alla formulazione di molecole e ritrovati che possano allontanare l’invecchiamento ed i suoi segni.

Si parla ormai da tempo del ruolo dello stress ossidativo nel determinare l’aging ma se ne parla ancora poco in quanto fattore scatenante e corresponsabile della genesi di patologie invalidanti e croniche legate all’invecchiamento: di fatto il permanere di uno stato di stress ossidativo agisce negativamente su tutte le funzioni del nostro organismo, non solo sui segni più esteriori. Le regine dello stress ossidativo sono le specie reattive dell’ossigeno (ROS), che si formano all’interno delle nostre cellule; prevalentemente, anche se non esclusivamente, a livello del mitocondrio.

Un’elevata produzione di ROS non compensata da adeguati sistemi antiossidanti fisiologici – e il conseguente accumulo degli stessi all’interno di organi e compartimenti – porta a uno stato di stress ossidativo, che conduce a livello cellulare sia alla morte cellulare (apoptosi) sia a uno stato di senescenza. A livello dell’intero organismo lo stress ossidativo prolungato è stato associato a patologie gravi come tumori e malattie neurodegenerative, che a loro volta risultano legate a doppio filo al processo di invecchiamento.

Cosa significa quindi invecchiare “bene” oppure “male”? Poter evitare, oltre alle rughe, soprattutto malattie invalidanti la cui diffusione cresce di pari passo con l’invecchiare della popolazione. La medicina ora punta sempre più sul “controlled aging”, nuova frontiera antiaging. Controllare la naturale tendenza all’invecchiamento, limitando l’azione pro-ossidativa dei ROS, diventa fondamentale non solo per combattere i segni più evidenti che il tempo lascia sulla nostra pelle – le rughe, le macchie, etc…-, ma soprattutto per poter sfruttare al meglio e in salute quella che in Giappone chiamano la “seconda giovinezza” e che arriva insieme al 60°compleanno. A livello statistico, i giapponesi sono la popolazione più longeva al mondo mentre gli italiani sono al secondo posto. Perchè? Sicuramente l’alimentazione gioca un ruolo determinante in fatto di longevità. Tra i molti segreti degli orientali, anche il consumo quotidiano di cibi fermentati; conosciamo tutti il sakè, la salsa di soya, o la zuppa di miso, ma la dieta nipponica ne prevede molti altri e la tecnica di fermentazione di alcuni alimenti è una tradizione antica e ben radicata non solo in Giappone. Oltre un secolo fa il Premio Nobel Ilie Metchnikoff dichiarò, in base ai propri studi, che la longevità di alcune popolazioni dell’Europa orientale fosse dovuta all’utilizzo di cibi fermentati.

La fermentazione nasce come metodo per la conservazione degli alimenti, utilizzato fin dall’antichità. Il vino e la birra sono classici prodotti ottenuti da fermentazione alcolica. ln assenza di ossigeno, alcuni microrganismi agiscono sugli zuccheri trasformandoli in composti ad azione conservativa. I fermenti che agiscono sono le muffe, i lieviti e i batteri. Attraverso la fermentazione, gli alimenti subiscono un processo che, oltre a modificare l’aspetto e il gusto del cibo, ne aumenta la conservabilità e la digeribilità. Come risultato di questo interessante ed antico processo, si ottiene un prodotto finale diverso da quello originale, di cui vengono modificati il profilo organolettico e la composizione nutrizionale: si formano acidi che, abbassando il pH dell’alimento, inibiscono lo sviluppo dei microrganismi nocivi, ma anche il contenuto vitaminico dei cibi aumenta, e varia il profilo enzimatico. Si formano, ex-novo, molecole che nell’alimento originario non erano presenti: è questo il caso della Papaya fermentata FPP® (Fermented Papaya Preparation), che sotto il brand Immun’Age® viene distribuita in tutto il mondo. Tra gli integratori più noti ed imitati degli ultimi decenni, solo la versione originale, prodotta dall’azienda Osato e distribuita in Italia da Named, può vantare qualità testate da studi internazionali.

Grazie ad un processo brevettato ed unico di fermentazione di 10 mesi il frutto acerbo della Carica papaya Linn non OGM, viene “trasformato” da frutto multivitaminico in vero e proprio composto antiossidante e immunomodulante che, come da recentissima ricerca, è anche in grado di attivare la produzione di ATP a livello mitocondriale e quindi fornire energia subito pronta al cervello, un nuovo campo d’indagine, quest’ultimo, ancora tutto da approfondire.

Le virtù della Papaya fermentata FPP® originale “made in Japan” che viene studiata da ORI (Osato Research Institute), sono note da tempo anche alle nostre latitudini, ma le continue ricerche sugli effetti di questo estratto fermentato ci offrono nuove conferme.

Dopo uno studio del 2016 in cui si valutava la capacità protettiva di FPP® contro lo “skin aging” e da cui emergeva come FPP® fosse in grado di ridurre l’invecchiamento cutaneo aumentando le naturali difese antiossidanti della pelle (Experimental and Therapeutic Medicine, 2016), è stato recentemente pubblicato sulla rivista Antioxidants uno studio tutto italiano [Beneficial
Effects of Fermented Papaya Preparation (FPP®) Supplementation on Redox Balance and Aging in a Mouse Model
, Logozzi et al., Antioxidants 2020] che dimostra in vivo le capacità antiossidanti di FPP®-Immun’Age®. Come spiega il Dr. Stefano Fais, dirigente di Ricerca presso il Dipartimento di Oncologia e Medicina Molecolare all’Istituto Superiore di Sanità, ≪i risultati sono sorprendenti perchè valutano positivamente l’azione di FPP® sulla lunghezza dei telomeri. I telomeri sono la parte finale dei cromosomi, composti di DNA altamente replicato, che serve a “proteggere” il cromosoma, e che si accorciano ad ogni duplicazione, andando a definire l’età della cellula, la sua durata. Man mano che invecchiamo, i telomeri si accorciano, duplicazione dopo duplicazione, rendendo più fragili le nostre cellule e maggiormente esposte al deterioramento. La nostra ricerca testimonia come la somministrazione di FPP® induca un aumento dell’attività telomerasica oltre ad un aumento della lunghezza dei telomeri. A livello generale viene osservata anche una marcata azione antiossidante, in particolare mediata da GSH (glutatione, un tripeptide con proprietà antiossidanti). Avevamo già esplorato, grazie a un precedente studio pubblicato lo scorso anno sulla rivista Cancers [Oral Administration of Fermented Papaya FPP® Controls the Growth of a Murine Melanoma through
the In Vivo Induction of a Natural Antioxidant Response
, Logozzi et al., Cancers 2019], gli effetti di FPP® sia nella prevenzione sia nel trattamento dei tumori correlati alla risposta sistemica antiossidante; lo stress ossidativo, infatti, sembra avere un ruolo determinante nello sviluppo di tumori legati all’invecchiamento. In quello studio abbiamo evidenziato una riduzione della crescita tumorale e dei livelli plasmatici di ROS con aumento, invece, del livello di antiossidanti, di GSH e SOD-1 a livello plasmatico≫.

L’aging è in effetti un processo naturale, al quale tutti andiamo incontro, determinato da meccanismi endogeni legati al DNA in associazione a cause esterne ed ambientali. Invecchiamo per il semplice fatto di vivere, ma alcuni invecchiano “meglio” di altri, conservando lucidità e buona salute fino alla tarda età. Anche il nostro cervello invecchia, secondo un processo che coinvolge tutti gli altri organi: per pensare, per camminare, per vivere, consumiamo ossigeno ed energia e, così facendo, inneschiamo una produzione di radicali liberi (ROS) che, se eccessiva, può velocizzare e acutizzare il normale excursus dell’aging e portare, in un circolo vizioso, l’insorgere di patologie quali Alzheimer, Parkinson, tumori, etc…

Come sottolinea il Dr. Stefano Erzegovesi, Direttore del Centro per i Disturbi Alimentari dell’Ospedale San Raffaele del Gruppo San Donato, ≪Il nostro cervello pesa solo il 2% dell’intero corpo, ma consuma il 20% dell’energia e dell’ossigeno totali, attivando, quindi, un’abbondante produzione di ROS. Ecco perchè l’alimentazione è così importante nel processo dell’aging: gli alimenti vegetali, variamente combinati per tipologia, caratteristiche e varietà, sono in grado di attivare la risposta antiossidante, andando a compensare la produzione di ROS in circolo. In modo particolare, l’apporto di polifenoli e fibre, ad es. attraverso l’assunzione di cereali integrali, legumi, verdure e frutta, supporta il benessere del cervello garantendo la giusta quantità di fitoestratti antiossidanti e tenendo sotto controllo in questo modo l’aging.

Oggi sappiamo molto bene come l’intestino sia di fatto un “secondo cervello”, sede delle difese immunitarie, esposto a stress di ogni tipo, in modo particolare quello ossidativo. In questo scenario le fibre, aiutando la produzione di acidi grassi a catena corta, agiscono a livello sistemico – cervello compreso -, ed aiutano i 100.000 miliardi di

batteri che compongono la flora intestinale a far proliferare le specie più amiche della nostra salute. La Papaya fermentata, grazie al processo di fermentazione, migliora il microbiota intestinale, favorendo i batteri “amici” probiotici ed aumentando la biodisponibilità dei polifenoli naturalmente presenti nel frutto. Inoltre, alcuni studi scientifici hanno evidenziato un effetto regolatore della papaya sul fattore di trascrizione intracellulare Nrf2, uno dei fattori direttamente coinvolti nella produzione di molecole antiossidanti≫.

Oggi, quindi, come anticipa la Dr.ssa Evelina Flachi, nota nutrizionista e giornalista, nel suo libro “Le dieci mosse antietà” che uscirà a marzo per Cairo Editore, ≪Studi scientifici dimostrano che è possibile trasformare l’invecchiamento, specie se precoce, in longevità, principalmente con l’alimentazione e lo stile di vita. Vi è una differenza fondamentale tra vecchiaia e longevità: la vecchiaia come condizione fisica di debilitazione e inattività che ha come conseguenza la dipendenza dagli altri; la longevità come caratteristica di chi vive a lungo mantenendo una buona condizione fisica e, quindi, la possibilità di una vita autonoma. Ecco allora per concludere i 10 consigli “pro- longevità”: 1. Mangiare bene e sano; 2. Moderare le porzioni; 3. Consumare cibi di qualità e sicuri; 4. Seguire il Five a day; 5. Bere nel modo giusto; 6. Curare il benessere fisico; 7. Promuovere il benessere emotivo; 8. Coltivare il benessere sociale; 9. Sviluppare il benessere intellettivo; 10. Favorire il benessere spirituale≫.

Perchè l’aging è il risultato di molte componenti e di diversi fattori che interagiscono e la longevità non è più un miraggio ma un insieme di azioni sempre più legate all’auto- consapevolezza e allo stile di vita.

Questa voce è stata pubblicata il 21 febbraio 2020, in Uncategorized.

Lelli Kelly premiata tra gli oltre 1200 espositori per lo stand migliore del padiglione iKIDS al MICAM Milano

SAnteprima immagine

Si è svolta IL 16 FEBBRAIO in occasione della serata inaugurale di apertura della 89 esima edizione di Micam, Stand Up l’iniziativa che ha premiato per ciascuna categoria presente in fiera lo stand più creativo. La giuria di MICAM ha valutato l’attrattività, la cura dei dettagli, l’instagrammabilità ed il progetto espositivo tra più di 1200 stand presenti in fiera e ha scelto Lelli Kelly come miglior stand del padiglione iKIDS. “Siamo estremamente soddisfatti per aver ricevuto questo importante riconoscimento”, afferma Leonardo Attilieni, Art Director & Head of Digital di Lelli Kelly, “che è frutto del grande lavoro che il brand da sempre porta avanti dal punto di vista dell’immagine e dell’estetica.

Questa voce è stata pubblicata il 19 febbraio 2020, in Uncategorized.

“Obbligo d’infedeltà” dietro i riflettori di Hollywood. Successo e tradimento, a che prezzo?

Ispirata a un ben celebre fatto di cronaca, la commedia accende le luci sul buio e lo squallore nascosti dietro i lustrini scintillanti del mondo dello spettacolo. I protagonisti, ognuno a suo modo, tradiscono non solo il partner, ma anche se stessi e i propri principi. Una storia di molestie non solo sessuali, tracciata con humor nero ma anche tante risate. In scena dal 20 febbraio all’8 marzo. Dalle luci di Hollywood alla cronaca, quindi al palco del Martinitt. Una commedia aspra, a tratti amara, ma molto divertente, s’ispira a un fatto vero e di attualità, rimbalzato di media in media in tutto il mondo, e riesce a trasformare lo squallore in un’occasione di risate e riflessioni. E’ il secondo capitolo di una trilogia con cui l’autore intende mettere a crudo i difetti della società odierna. Un’analisi inclemente, che è iniziata con la commedia “Niente è come sembra”, andata in scena la scorsa stagione sempre al Martinitt e ambientata a Parigi, e prosegue ora nell’illusorio sberluccichìo di Hollywood, in attesa di approdare altrove. Le molestie sessuali sono solo il pretesto per scandagliare i rapporti di classe, quelli umani, quelli sentimentali. Nella vita, e non solo a letto, tutti sembrano cedere al compromesso e non si sa se il gioco valga la candela… OBBLIGO D’INFEDELTA’ di Piero Ferrarini, diretto da Guido Ferrarini. Con Alessandro Fornari (Etienne), Asia Galeotti (Jolly Roger), Martina Valentini Marinaz (Madame Monassier), Aldo Sassi (Monsierur Monassier) e Andrea Zacheo (Michael Prosperi). Produzione Teatroaperto/Teatro Dehon. Scene Fabio Sottili, Costumi Renata Fiorentini, Luci Poppy Marcolin, Musiche Piero Ferrarini. Uno scandalo sessuale coinvolge un noto produttore cinematografico, il cui mondo a brillantini risulta coinvolto in faccende tutt’altro che brillanti. Donnaiolo incallito, questa volta si infatua di un’attricetta minorenne in cerca di facile successo. Per evitare lo scandalo, e la denuncia, si affida al suo finanziatore, in odore di mafia. Scattano i ricatti e scoppia il caos. Per salvarsi, il produttore non guarda in faccia a nessuno. Lo show business viene analizzato alla lente dello humor più nero e invita a guardarsi dentro.

Info e prenotazioni: TEATRO/CINEMA MARTINITT Via Pitteri 58, Milano – Tel. 02 36.58.00.10 – Parcheggio gratuito. Orario spettacoli giovedì-sabato ore 21, domenica ore 18. Il sabato anche alle 17.30. Biglietteria: lunedì 17.30-20, martedì-sabato 10-20, domenica 14-20. Ingresso: 26 euro intero. Abbonamenti a partire da 62 euro.
Il Martinitt
Un teatro entusiasta, dai grandi numeri (oltre 40.000 spettatori lo scorso anno e oltre 2600 abbonamenti in 10 stagioni), che crede davvero nei talenti –consolidati o emergenti- della moderna drammaturgia di casa nostra. Riflettori sempre puntati però anche sulla danza. Al quartiere, infine, il Martinitt ha regalato anche il cinema che mancava.

Questa voce è stata pubblicata il 18 febbraio 2020, in Uncategorized.

DRAGPENNYOPERA… NINA’S DRAG QUEENS

Risultato immagini per DRAGPENNYOPERA NINA’S DRAG QUEENS

“Proprio qui, alla fine del mondo,
approda la nostra barchetta, in un giorno vagabondo.
È il paese dei desideri: sogni, mostri, sconosciuti piaceri.
Ma attenti, attenti: è un paese di delizie che hanno i denti.
Perché, chi non lo sa
con quali zanne mangia l’umanità?”

È l’alba. Nel cortile di un carcere, sotto il patibolo, un plotone di vedove attende l’esecuzione del bandito Macheath. Sono le donne della sua vita: Polly, Peachum, Jenny, Lucy, Tigra. Saranno loro a dare vita a questa storia: una storia di amore, morte, sesso e soldi, sullo sfondo di una città corrotta. Sono donne che tradiscono, che lottano, donne che si usano a vicenda. Cuori neri dalla nascita o anneriti dalla vita, che pulsano vitali in uno scenario desolato. Macheath è l’unico uomo, il bandito, l’eterno assente, e suscita in questi cuori neri sentimenti assoluti. Amato, odiato, agognato, e infine spolpato fino all’osso.Risultato immagini per DRAGPENNYOPERA NINA’S DRAG QUEENS
La composizione di questo spettacolo si ispira a “The Beggar’s Opera” di John Gay, commedia musicale scritta nel 1728, in cui l’autore miscelava la musica colta e la canzone da osteria, la presa in giro del “gran teatro”, la satira più nera, e adattava canzoni già note al pubblico, fossero ballate o arie d’opera. Allo stesso modo, il linguaggio teatrale delle Nina’s Drag Queens è un pastiche di citazioni, affettuose parodie, brani cantati in playback, che attinge al repertorio della musica contemporanea e reinventa all’interno di un gioco scenico. Con la stessa allegra ferocia messa in campo da Gay, sotto il segno di un umorismo amaro e politicamente scorretto.
“Dragpennyopera” è un’opera buffa e, insieme, un’opera seria. Un cabaret agrodolce dai tratti mostruosi e scintillanti. Un ritratto a colori della nostra umanità così nera.Risultato immagini per DRAGPENNYOPERA NINA’S DRAG QUEENS

NOTE DI REGIA

“Una metropoli indefinita ma inevitabilmente attuale.
Un potere assoluto, corrotto e stolido, che si intreccia all’illegalità e alla malavita.
Un mondo di miserabili dove l’unica bussola è l’interesse personale.

Un mondo popolato di figure femminili estreme nei sentimenti e nei comportamenti, animalesche e inquietanti ma al tempo stesso ironiche: drag queen, insomma.
La drag queen, clown dell’eccesso in bilico tra pop e melò, dai tratti esagerati e smaccatamente finti, è la nostra strada per indagare personaggi al limite come questi. Il bandito Macheath è la presenza-assenza viscerale che anima ogni gesto di queste figure che hanno la voce di Mina e il corpo di un maschio. E queste creature, anfibie e multiformi per loro natura, si muovono in uno spazio scenico precario, in bilico sul piano inclinato di una catastrofe.

Risultato immagini per DRAGPENNYOPERA NINA’S DRAG QUEENS

La frammentazione dello spazio scenico procede di pari passo con un testo esploso, mescolato a canzoni in playback, coreografie, continui cambi di punto di vista, continui dentro-fuori dall’azione scenica. Nel guardare a ‘The Beggar’s Opera’ non si può prescindere dalla versione di Brecht/Weil. Nel caso delle Nina’s Drag Queens questo ha portato a un approccio ancora più profondo e diretto con il pubblico, a una riflessione sul ruolo del teatro nella società, sulle forme in cui una storia può essere esemplare, etica. Lo ‘straniamento’ della drag queen è dato dal suo essere una maschera postmoderna, e la libertà espressiva di cui gode in quanto maschera alza la posta in gioco, riporta il teatro a ciò che deve essere: il luogo dello scontro. Lo stesso playback è una menzogna assoluta, così assoluta da poter diventare, nel contesto di una drammaturgia che la include, una strana forma di verità.”
Sax Nicosia

Questa voce è stata pubblicata il 17 febbraio 2020, in Uncategorized.

Festival Verdi 2020

Il Festival Verdi 2020 inaugura il 24 settembre con I Lombardi alla prima Crociata (repliche 3, 8, 17 ottobre 2020) al Teatro Regio di Parma, che ospiterà anche Ernani, eseguito in forma di concerto, il 27 settembre e il 1 ottobre 2020.
Al Teatro Giuseppe Verdi di Busseto andrà in scena Rigoletto il 25 settembre (repliche il 2, 4, 10, 16, 18 ottobre 2020).

Per il secondo anno il Festival Verdi porterà l’opera nel meraviglioso spazio monumentale della chiesa di San Francesco del Prato che, restituita alla città, ospiterà la nuova produzione di Macbeth, nella versione francese, il 26 settembre (repliche 4, 9, 16 ottobre 2020).

Il programma completo del Festival Verdi 2020 sarà annunciato il 6 febbraio 2020.

Sin da ora, singoli spettatori e gruppi organizzati potranno prenotare i biglietti presso la Biglietteria del Teatro Regio di Parma (tel. 0521 203999 – biglietteria@teatreoregioparma.it; groups@teatroregioparma.it).

Ai titoli della XX edizione del Festival sarà dedicato il terzo numero del FVJournal, il magazine dedicato al Festival Verdi, a cura di Alessandro Roccatagliati; uno strumento, in due distinte edizioni in italiano e inglese, che consente al pubblico di prepararsi con largo anticipo alle settimane festivaliere d’autunno, offrendo elementi di conoscenza nuovi che affiancano e completano quelli contenuti nei programmi di sala e agli estimatori di Verdi di approfondire i diversi e numerosi aspetti legati alla sua opera.

PROGRAMMA UFFICIALE DEL FESTIVAL VERDI 2020
24 SETTEMBRE – 18 OTTOBRE 2020 

I LOMBARDI ALLA PRIMA CROCIATA
24 settembre, 3, 8, 17 ottobre 2020
Teatro Regio di Parma

RIGOLETTO
25 settembre, 2, 4, 10, 16, 18 ottobre 2020
Teatro Verdi di Busseto

MACBETH – versione in francese
26 settembre, 1, 7, 16 ottobre 2020
Chiesa di San Francesco del Prato

ERNANI – in forma di concerto
4, 9 ottobre 2020
Teatro Regio di Parma

VALERIJ GERGIEV
2 ottobre 2020
Teatro Regio di Parma

MESSA DA REQUIEM con Roberto Abbado
11, 15 ottobre 2020
Teatro Regio di Parma

GALA VERDIANO con Luca Salsi
10 ottobre 2020
Teatro Regio di Parma

FUOCO DI GIOIA
14 ottobre 2020
Teatro Regio di Parma

MEZZOGIORNO IN MUSICA
3, 4, 10, 11, 17, 18 ottobre 2020
Palazzo Ducale

Questa voce è stata pubblicata il 14 febbraio 2020, in Uncategorized.

ARENA DI VERONA 98° OPERA FESTIVAL 2020

L’Arena di Verona Opera Festival per l’edizione 2020 il Festival Lirico sfida se stesso alzando ancora il valore artistico, la varietà, la creatività e la fama partendo proprio dalle voci, cuore pulsante di ogni produzione e di ogni serata, per dare ad ogni singola serata il sapore di una première. La straordinaria macchina produttiva di Fondazione Arena si è messa in moto ed il cast rispecchia il principio fondante di una stagione che, non avendo abbonati, deve quindi necessariamente considerare ogni singola recita come un evento unico, garantendo al proprio pubblico le migliori voci dalla prima all’ultima serata, senza distinzione alcuna, con direttori di consolidata esperienza e allestimenti di grande impatto visivo, alternando la grande tradizione storica areniana ad innovazioni sapientemente calibrate, prima fra tutte quest’anno, la regia del pluripremiato regista internazionale Gabriele Muccino al suo debutto nel teatro d’opera con Cavalleria rusticana e Pagliacci, quindi il debutto sul podio areniano del trentenne venezuelano Diego Matheuz, già affermato a livello mondiale. Oltre a questo esordio, tornano grandi direttori d’orchestra apprezzati nelle precedenti edizioni del Festival, forti dell’esperienza instaurata con i complessi areniani: Daniel Oren, che più di ogni altro ha creato una straordinaria empatia con l’Arena tanto da confermarsi anche per la stagione 2020 Direttore Musicale del Festival, Francesco Ivan Ciampa, maestro dalla carriera in continua ascesa, e ancora Plácido Domingo, eccezionalmente per una sera sul podio per Aida, Jordi Bernàcer, Marco Armiliato, Ezio Bosso e il veroneseAndrea Battistoni.Ma sono le voci il cuore pulsante del teatro d’opera, voci in grado di convincere per la loro consolidata presenza nei più prestigiosi teatri, voci in grado di creare un dialogo intimo e toccante con ciascuno spettatore. Dunque l’imperdibile recita di Cavalleria e Pagliaccidell’8 agosto con la coppia d’arte e di vita formata dal tenore Roberto Alagna e dal soprano Aleksandra Kurzak, per la prima volta protagonista di entrambi i ruoli femminili del dittico, cosa di per sé rarissima.

Questa voce è stata pubblicata il 14 febbraio 2020, in Uncategorized.

COSMOPROF 2020

La prossima edizione di Cosmoprof Worldwide Bologna ci porterà in viaggio attraverso i prossimi 10 anni, mostrandoci i trend, le innovazioni tecnologiche e le nuove regole che guideranno il mercato della bellezza da oggi fino al 2030.
Per dare visibilità e condividere le proiezioni e i trend del futuro del settore, Cosmoprof presenta 5 nuove aree speciali, 5 garden dove vedere, toccare con mano e scoprire in anteprima le novità beauty dei prossimi anni.

GARDEN OF INNOVATION Il Centro Servizi, cuore della manifestazione, ospiterà Garden of Innovation, un viaggio attraverso i prossimi 10 anni e i trend, le innovazioni tecnologiche e le nuove regole che guideranno il mercato della bellezza da oggi fino al 2030. EDUCATIONAL con partner internazionali, le aziende finaliste di COSMOPROF AWARDS, un’area espositiva dedicata alle BEAUTYTECH company e tre installazioni ideate da BEAUTYSTREAMS, saranno i protagonisti di questo giardino dedicato all’innovazione.

GARDEN OF COLORS AND MATERIALS

Tra i padiglioni 15 e 20, all’interno di Cosmopack, troverà spazio una preview dei colori e dei materiali dei prodotti cosmetici che vedremo e utilizzeremo nel 2030. Per il secondo anno consecutivo, grazie ad una visione multi-settoriale e allo studio degli sviluppi già in atto nell’industria cosmetica, gli operatori potranno accedere in anteprima alle nuance che caratterizzeranno l’industria del colore e ai materiali che maggiormente influenzeranno le aziende specializzate in packaging.

GARDEN OF DIVERSITY

Un garden suddiviso in tre aree, curato in collaborazione con centdegrés, animerà un percorso espositivo che toccherà tutti i saloni della manifestazione. Le tre aree ospiteranno l’evoluzione di CosmoFactory, l’iniziativa nata all’interno di Cosmopack, il salone dedicato alla filiera produttiva, trasformandola in un vero laboratorio sperimentale dove scoprire tutte le fasi della vita di un prodotto beauty: dalla produzione alla vendita, fino all’utilizzo da parte dei professionisti della bellezza.

GARDEN OF FRAGRANCES

Grazie alla collaborazione con – NEZ – The Olfactory Movement, l’osservatorio delle tendenze e delle trasformazioni della profumeria – Cosmoprof presenta una visionaria interpretazione su quello che sarà il mondo dell’alta profumeria nel 2030: materie prime, ispirazioni e nuovi modelli di mercato. Nez, con la collaborazione di Symrise e Zignago Vetro, ha immaginato un percorso olfattivo, una narrazione che svelerà ai visitatori le fragranze che avremo nel 2030 e il modo corretto di gestire il comparto.

GARDEN OF TRENDS

Quinto appuntamento con i COSMOTRENDS, il progetto che svela le tendenze del mercato attraverso i prodotti lancio delle aziende espositrici di Cosmoprof. L’iniziativa fornirà a operatori, trend scouter, opinion leader e R&D manager gli strumenti per valutare la strategia più adatta per lo sviluppo del proprio business, in linea con i trend che guideranno il comportamento dei consumatori nel prossimo futuro. Dopo la manifestazione, sarà diffuso un report completo delle tendenze emerse nel corso della manifestazione.

Questa voce è stata pubblicata il 14 febbraio 2020, in Uncategorized.