Archivio | 1 agosto 2019

Zafferano Leprotto al MoMa di New York

L’iconico brand Zafferano Leprotto sarà in vendita in una limited edition nel “Fattobene Pop Up” al MoMA Design Store di New York scelto insieme ad una serie di altri storici brand italiani.

Da agosto a fine settembre settembre potrà essere acquistato all’interno del “Fattobene Pop Up” nel MoMA Design Store, in un barattolo ad edizione limitata con 4 bustine di zafferano e un libretto con ricette e proprietà nutrizionali del prezioso “oro rosso”.

Un salto oltreoceano per Zafferano Leprotto che fino al 29 settembre potrà essere acquistato all’interno del “Fattobene Pop Up” nel MoMA Design Store, in un barattolo ad edizione limitata con 4 bustine di zafferano e un libretto con ricette e proprietà nutrizionali del prezioso “oro rosso”. Situato nel quartiere di Soho nel cuore di Manhattan, il “Fattobene Pop Up” è uno spazio dedicato alla valorizzazione e alla vendita di prodotti d’eccellenza e iconici del Made in Italy tra cui spicca il colorato e gioioso Zafferano Leprotto.

Emmanuel Plat, Director of Merchandising al Museum of Modern Art, commenta: “La collezione di oggetti nel Fattobene Pop-Up dà vita a prodotti eccellenti di uso quotidiano che sono fatti per essere utilizzati e ammirati per molti anni a venire”. Anna Lagorio, fondatrice di Fattobene commenta: “E’ una grande gioia portare questi pezzi iconici della nostra cultura industriale in uno spazio come il MoMA Design Store. È un tributo al design italiano quotidiano senza tempo e a tutte le aziende che sono in grado di creare prodotti che attraversano la prova del tempo”.

Paolo Daperno, general manager Zafferano Leprotto “Siamo orgogliosi di vedere lo Zafferano Leprotto al MoMA Design Store di New York, è un riconoscimento alla sua qualità superiore, al rispetto della tradizione che si tramanda dal 1963 nel selezionare le migliori partite di zafferano e nel far vivere in modo sempre sorprendente l’iconico Leprotto”

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LA LOTTA ALLO SPRECO NON VA IN VACANZA: Le Soste a sostegno dell’anti-spreco insieme con Fipe

L’Associazione Le Soste condivide e promuove il manifesto lanciato da Fipe per una ristorazione sostenibile e un decalogo con consigli pratici per aiutare le famiglie italiane a ridurre gli sprechi L’Associazione Le Soste appoggia il manifesto promosso dalla Fipe – Federazione italiana pubblici esercizi – per una ristorazione sostenibile. Numerose le idee istituite: dall’acquisto di materie prime di qualità al giusto prezzo, alla valorizzazione e formazione del personale e all’incentivo ai clienti a portare via quanto non viene consumato. Lo chef e Presidente dell’Associazione Claudio Sadler commenta così: “Siamo orgogliosi di far parte di Fipe e di sostenere con il nostro impegno le attività dedicate alla lotta allo spreco alimentare. Cucinare in modo sostenibile è fondamentale per tutti i professionisti del settore ma anche per i cittadini che grazie ai consigli potranno ridurre concretamente gli sprechi di cibo”.
Per questo motivo si è voluto tracciare e diffondere un vero e proprio decalogo, rivolto alle famiglie, per sensibilizzare i cittadini ed educarli alla riduzione dello spreco durante tutto l’anno: un insieme di suggerimenti concreti e accessibili, che se applicati contribuiranno a razionalizzare i consumi.
Il decalogo con consigli utili e facilmente applicabili dagli italiani in vacanza e a casa
1. Una spesa ben ponderata Fare la spesa giorno per giorno, valutando bene quantitativi e tempi di deperimento. Soprattutto ora che siete in vacanza può capitare di decidere all’ultimo momento di cenare fuori o a casa di amici. E, nel frigorifero, il cibo acquistato in abbondanza “invecchia” e in buona parte dovrà essere scartato al momento dell’utilizzo. Il problema non si sarebbe posto se la spesa fosse stata fatta in maniera ponderata e giorno per giorno.
2. Tanto o poco? Il giusto Cucinare porzioni ben misurate sull’appetito dei commensali. In vacanza, nonostante i buoni propositi della vigilia, ci si muove meno e, tranne gli sportivi più accaniti, si assumono abitudini più “comode” e tempi più rilassati. Il nostro corpo ha quindi bisogno di meno calorie. Cucinare il “giusto”, quindi, senza eccedere in numero di portate e in “dimensioni” è importante per un sano equilibrio e per un miglior utilizzo delle risorse: meno cibo, meno calorie, meno spreco.
3. Non si butta via nulla (o quasi) Utilizzare tutte le parti di un prodotto dando spazio alla creatività. Saper usare in modo opportuno ogni parte (o quasi) di un prodotto è segno di attenzione alla sostenibilità, ma soprattutto apre a esperienze nuove e alla scoperta di sapori inaspettati. Non tutti sanno, ad esempio, che i baccelli dei piselli possono diventare una gustosa bevanda o che la buccia della zucca messa in forno è meglio di una chips. Sperimentare, quindi, con prudenza. Per chi non si fida delle proprie abilità, può seguire le indicazioni dello chef Aliberti che del riuso ha fatto la sua filosofia di cucina.
4. Conservare, conservare, conservare Imparare l’arte della conservazione allunga la vita ai cibi. Un buon utilizzo dei diversi scomparti del frigorifero, riponendo i prodotti avendo attenzione alle diverse temperature è un piccolo e facile accorgimento che migliora la conservazione dei cibi. Anche accostare un cibo a un altro può generare effetti inaspettati o indesiderati: le mele, ad esempio, accelerano la maturazione degli altri frutti.
5. Il tempo delle cose Controllare la data di scadenza pensando a quando si utilizzerà il prodotto Pianificare, programmare, stabilire: in vacanza sono verbi che non vorremmo mai ascoltare. Giusto il relax. Ma un minimo di programmazione al tempo giusto aiuta a non sprecare tempo, denaro, cibi. Guardare la data di scadenza dei prodotti richiede poco sforzo, ammettiamolo. E anche pensare se la ricotta la consumeremo a cena o fra una settimana. Una piccola scelta, un grande risparmio.
6. Meno è meglio Scegliere pensando al dopo. Il packaging è senza dubbio un fattore importante per la buona conservazione dei cibi, ma quando è troppo è troppo… Una buona spesa parte anche dal saper scegliere il prodotto protetto da un imballo efficace ma non eccessivo e che sia facilmente riciclabile. Se un imballo è composto da materiali diversi, riciclarlo correttamente (dove lo butto?) diventa una sfida pressoché impossibile da superare.
7. Il giorno dopo è anche meglio È un accorgimento “della nonna”, ma non per questo meno valido anche oggi: il cibo avanzato non si butta. Questa è stata una stupida abitudine che abbiamo acquistato pensando che fosse riprovevole fare, appunto, come facevano le nostre nonne, cioè riutilizzare il giorno dopo. Le polpette o il polpettone, ad esempio, sono spettacolari esempi di un intelligente riutilizzo del cibo del giorno prima. Quel che non si è finito a cena può diventare un perfetto componente del pic nic in spiaggia del girono dopo.
8. In spiaggia (o in montagna) se ne può fare a meno Limitare l’uso di stoviglie, piatti e posate. Anche in spiaggia o sui sentieri di montagna abbiamo diritto alle nostre comodità. Certo. Ma non è necessario riprodurre anche in quei luoghi il medesimo stile di vita. Un pic nic è divertente anche se la tavola non è imbandita come quella di casa. Meno stoviglie, posate e piatti significa spostarsi più facilmente, avere meno oggetti da lavare e quindi consumare meno acqua (risorsa scarsa) e meno detersivi (altamente inquinanti). Anche questo è attenzione anti-spreco. Ovviamente la plastica deve essere bandita.
9. Fuori casa, non sprecate l’occasione Scegliere il ristorante come gesto consapevole. In vacanza si va più spesso al ristorante. È una bella occasione di convivialità, ma soprattutto è una opportunità per conoscere un elemento fondamentale del luogo in cui ci troviamo. La cucina è storia e cultura. Attraverso la cucina si conoscono i prodotti tipici, le abitudini di vita di una città, si scoprono nuovi sapori, si esplorano tradizioni e tipologie umane. Scegliere bene dove andare a mangiare è quindi importante quasi come visitare i monumenti e le attrattive del luogo. È un’occasione di conoscenza da non sprecare.
10. Chiedete e vi sarà dato Non vergognarsi di chiedere il cibo che non si è consumato.
All’estero è una pratica in vigore da sempre, in Italia, invece, facciamo fatica ad adottarla. Ma chiedere al ristoratore di confezionarci in modo adeguato il cibo che abbiamo avanzato, non solo è un nostro diritto ma è anche una sana e giusta abitudine. Ormai sono sempre di più i ristoranti dove questa buona pratica è entrata in uso, ma noi avventori dobbiamo imparare a non vergognarci e a richiederlo quando non ci viene proposto. L’importante è che il contenitore sia adeguato alla conservazione. Molti ristoranti italiani si sono dotati di uno speciale contenitore – Rimpiattino il suo nome – che Fipe ha messo a disposizione dei propri associati. Richiedetelo. Le dichiarazioni a 3 anni dalla legge 166 contro lo spreco alimentare Esattamente a 3 anni dall’entrata in vigore della legge 166 contro lo spreco alimentare, il Presidente Fipe Lino Enrico Stoppani dichiara: “In questo periodo sono stati raggiunti importanti risultati in termini di gestione e recupero delle eccedenze lungo la filiera agroalimentare, grazie ad una semplificazione delle procedure, ma anche per una migliorata sensibilità sul tema, che ha beneficiato dell’eredità di Expo Milano 2015, che proprio all’alimentazione aveva dedicato la manifestazione, con un titolo -Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita – esplicito negli obiettivi. È importante però insistere e continuare a lavorare per valorizzare sempre più i modelli di ristorazione che riducano gli sprechi, attraverso una sostenibilità che sia prima di tutto di sistema”. Segue la dichiarazione dell’On. Maria Chiara Gadda: “La legge “antisprechi” compie tre anni e ha funzionato bene perché fornisce strumenti operativi, procedure semplificate e una fiscalità agevolata. Per questo si è esteso il modello, oltre a cibo e farmaci, anche ad altri prodotti importanti per le famiglie come quelli per l’igiene o la cartoleria, e l’ultima novità è l’aggiunta dei libri”.

Associazione Le Soste Via Duca degli Abruzzi, 7/a 20871 Vimercate (MB) tel. +39 039 6080661 lesoste.it info@lesoste.it

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LA LOTTA ALLO SPRECO NON VA IN VACANZA: i 10 consigli di Franco Aliberti del Tre Cristi Milano

Fipe ha lanciato il suo manifesto per una ristorazione sostenibile e un decalogo scritto con lo chef Franco Aliberti per aiutare le famiglie italiane a cucinare senza sprechi Link alle foto e alle ricette sostenibili da replicare a casa Fipe lancia il Manifesto per una ristorazione sostenibile. Acquistare materie prime di qualità al giusto prezzo, valorizzare e formare il personale, incentivare i clienti a portare via quanto non viene consumato, sono solo alcune delle indicazioni che Fipe invita a seguire per rendere il settore davvero sostenibile e non solo per l’estate. Proprio per questo Fipe si è impegnata nella promozione e nella diffusione anche di un secondo testo, rivolto alle famiglie: un vero e proprio decalogo anti-spreco per sensibilizzare i cittadini ed educarli al riuso in cucina. Un breviario formativo-informativo realizzato in collaborazione con lo chef Franco Aliberti, che ha fatto della circolarità e dell’utilizzo di materie prime povere la sua filosofia.

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Il decalogo con i consigli anti-spreco dello chef Franco Aliberti
1. L’acqua di cottura dei legumi non salata, una volta raffreddata, può essere montata e trasformata in squisite meringhe.
2. I gambi dei broccoli, se cotti, possono essere utilizzati come un carpaccio o come parte croccante di una pietanza.
3. I baccelli delle fave o dei piselli possono essere estratti e il succo ricavato inserito all’interno di una bevanda, oppure possono essere utilizzati in modo divertente, per preparare delle paste colorate, pastellate e poi fritte.
4. Le bucce di alcune varietà di zucca sono buonissime se cotte al forno.
5. Le parti verdi del porro, le bucce delle patate e la parte esterna della cipolla possono essere tostate in forno e utilizzate poi per aromatizzare i brodi.
6. La frutta troppo matura può essere utilizzata per preparare un aceto.
7. La buccia dell’anguria e la sua parte bianca possono essere marinate e utilizzate come un cetriolo, oppure rese marmellata.
8. Se non si consuma in tempo la frutta, questa può essere congelata e trasformata in granita o in sorbetto, oppure è possibile produrre del ghiaccio al gusto frutta.
9. Le bucce dei pomodori sono gustosissime se fritte o ridotte in polvere, per dare ancora più gusto ai vostri piatti.
10.Se avete erbe aromatiche in abbondanza, potete essiccarle prima che appassiscano, per conservarle poi in barattoli di vetro e utilizzarle all’occorrenza.

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Le dichiarazioni a 3 anni dalla legge 166 contro lo spreco alimentare Esattamente a 3 anni dall’entrata in vigore della legge 166 contro lo spreco alimentare, “In questo periodo sono stati raggiunti importanti risultati in termini di gestione e recupero delle eccedenze lungo la filiera agroalimentare, grazie ad una semplificazione delle procedure, ma anche per una migliorata sensibilità sul tema, che ha beneficiato dell’eredità di Expo Milano 2015”. – dichiara Lino Enrico Stoppani, Presidente Fipe. “È importante però insistere e continuare a lavorare per valorizzare sempre più i modelli di ristorazione che riducano gli sprechi, attraverso una sostenibilità che sia prima di tutto di sistema”.

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“La legge “antisprechi” compie tre anni e ha funzionato bene perché fornisce strumenti operativi, procedure semplificate e una fiscalità agevolata. Per questo si è esteso il modello, oltre a cibo e farmaci, anche ad altri prodotti importanti per le famiglie come quelli per l’igiene o la cartoleria, e l’ultima novità è l’aggiunta dei libri – dichiara l’On. Maria Chiara Gadda. “La mia cucina è attenta alla sostenibilità ambientale. Le materie prime utilizzate vengono presentate in diverse consistenze, sfruttando tutte le parti commestibili di frutta e verdura, nonché gli ingredienti più poveri e meno nobili. Il risultato è un gioco di apparenze visive e gustative che inganna i sensi: non sempre quello che si osserva è simile al gusto che il nostro cervello immagina di provare.” – Chef Franco Aliberti. “Siamo orgogliosi di far parte di Fipe e di sostenere con il nostro impegno le attività dedicate alla lotta allo spreco alimentare – dichiara lo chef Claudio Sadler, Presidente dell’Associazione Le Soste – Cucinare in modo sostenibile è fondamentale per tutti i professionisti del settore ma anche per i cittadini che grazie a questi dieci consigli potranno ridurre concretamente gli sprechi di cibo”. La cucina del ristorante Tre Cristi Milano: La parola chiave è cucina attenta all’ambiente ed ecosostenibile: ogni piatto esalta le singole materie prime, presentate in diverse consistenze e utilizzando tutte le parti commestibili di frutta e verdura. Una innata curiosità e voglia di sperimentare: Franco Aliberti si avvale delle più moderne tecniche di cottura ma predilige un ritorno all’uso di cucina ancestrale, materica, come quella della griglia, che diviene garanzia di una cucina personale e decisamente creativa. “Sotto i riflettori il singolo ingrediente, bilanciato al massimo da altri due di supporto, perché amo colpire con la semplicità più che con la complessità, reinterpretando anche un semplice broccolo con una vena giocosa, senza perdere di vista la sostanza del piatto” racconta Franco Aliberti.

Per informazioni e prenotazioni presso il ristorante Via Galileo Galilei 5, angolo via Marco Polo 20124 Milano tel. 02 29062923
info@trecristimilano.com trecristimilano.com

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